CUCCIAGO - Dopo la pausa per la Coppa Italia a Desio, rivinta a sorpresa (ma neanche più di tanto) dalla Dinamo Sassari, l’Acqua Vitasnella Cantù vola proprio in Sardegna per sfidare i ragazzi di coach Meo Sacchetti. I biancoblu scenderanno in campo domani sera (ore 20.30) nel secondo anticipo della 5° giornata di ritorno, in un PalaSerradimigni che si annuncia tutto esaurito, per una sfida che da qualche anno a questa parte si è dimostrata essere spesso e volentieri infuocata.
Sassari è certamente al top, ha già cucito sul petto due coppe in questa stagione, e difficilmente scenderà in campo appagata dall’ultimo successo ottenuto contro Milano. D’altro canto Sacchetti conta nel suo roster giocatori che si esaltano vincendo, atletici e impulsivi, capaci di spazzare via qualunque formazione nel momento in cui le percentuali da 3 punti si alzano e, nota importante, quando anche difensivamente si applicano con intelligenza e costanza. La Dinamo ha infatti la “fama” di essere una squadra da “corri e tira”, e quando si gioca a chi segna di più è complicato batterla; se poi a livello difensivo l’intensità viene alzata, Sassari può essere letale, mandando in confusione le avversarie.
L’Acqua Vitasnella, secondo Meo Sacchetti, è molto simile al Banco di Sardegna, in grado quindi di correre e di sovrastare atleticamente gli avversari, e da questo punto di vista Cantù potrebbe avere un piccolo vantaggio con Williams, che attaccando di potenza il pitturato metterebbe in difficoltà Lawal, anche perché l’ex Mbodj non sta avendo molto spazio sull’isola. A livello difensivo i ragazzi di Pino Sacripanti dovranno tentare di limitare due giocatori come Dyson e Logan, letali dall’arco e imprevedibili nella gestione del gioco, atleticamente “piccoli” e veloci, senza dimenticarsi dell’ala Sanders e di Sosa, playmaker che quando vede Cantù si accende come un fiammifero.
Difficile per Sacripanti scegliere una tattica specifica, perché i brianzoli correndo sarebbero in grado di far male ai sardi, che però sul gioco rapido non sono secondi a nessuno; d’altro canto rallentare e giocare ogni possesso ai 24 secondi non fa parte del DNA canturino, e questo potrebbe inceppare i meccanismi offensivi dell’Acqua Vitasnella.
Insomma, una sfida di complessa lettura, Cantù dovrà giocare come sa (correndo, ma in modo ragionato) e difendere al massimo per impedire alle bocche di fuoco della Dinamo di prendere fiducia in un palazzetto quasi inespugnabile.
Davide Porro






