CANTÙ - Si sono seduti intorno allo stesso tavolo per parlare del destino della caserma dei vigili del fuoco di Cantù. Da una parte l'onorevole leghista Nicola Molteni, dall'altra il prefetto Francesco Antonio Musolino, capo nazionale del Dipartimento dei Vigili del Fuoco.
Dati e numeri alla mano il deputato canturino ha illustrato l'importanza del comando di via Bolzano che sito in una posizione di grande importanza strategica sul nostro territorio risponde a un quarto delle chiamate di soccorso della provincia, ovvero oltre mille interventi all'anno che coprono un bacino di 15 Comuni.
"Lo stesso prefetto Musolino ha riconosciuto l'importanza del comando canturino, collocato in una città che possiamo ben dire essere il capoluogo dell'industria artigianale brianzola- spiega Molteni -, si è concordato di fare il possibile per mantenere il presidio in città, senza escludere un intervento economico del Ministero posto che sul tavolo ci siano delle concrete trattative e un impegno anche da parte degli enti locali".
Si aprirà quindi un nuovo tavolo di dialogo che questa volta vedrà in campo il ministero degli Interni, nella veste del prefetto Musolino, il prefetto di Como Bruno Corda e il comandante provinciale Mario Abate. A meno di 20 giorni dallo sfratto esecutivo si può ancora pensare a un mantenimento dei pompieri nella sede di via Bolzano o in alternativa è ancora lecito pensare a un loro trasferimento nel capannone comunale di via Caduti di Nassirya, non solo evitando un richiamo dei pompieri a Como ma mantenendo lo stesso presidio nella città che li ospita da 156 anni.
"Ci sono ancora spazi di manovra per salvare i pompieri di Cantù e sarebbe un dovere di questa amministrazione combattere fino alla fine per difendere un servizio guardando oltre, come aveva fatto la scorsa amministrazione quando preventivamente aveva accantonato un milione di euro per trovare una soluzione per i vigili del fuoco - prosegue Molteni -. Il nostro sindaco invece perde servizi, attaccando, in ordine, la Provincia, la Regione e lo Stato. Ha condannato Cantù ha un forzato isolazionismo politico non sapendo dialogare con le istituzioni che di certo non si attiveranno per sostenerci e ovviamente a pagare per questa condotta politica di Bizzozero saranno i cittadini. Io non dico che vincerò questa battaglia ma dico che difenderò fino alla fine e con tutti i mezzi che possiedo la mia città, andando in Provincia, Regione o al ministero".
E proprio dal ministero degli Interni sembrano arrivare segnali di apertura nei confronti di Cantù che potrebbero tradursi in un investimento di risorse economiche.
S.R.






