ROMA - Nuovo colpo di scena nella storia, già di per sé controversa, della moschea di via Milano. Dopo lo stop del Comune, che aveva dovuto prendere atto della nuova legge urbanistica in materia di luoghi di culto, a riaccendere la speranza della Comunità Islamica è l’annuncio da parte del Governo di voler impugnare il provvedimento della Lombardia di fronte alla Corte Costituzionale.
Ad anticipare l’iniziativa il capogruppo del Pd al consiglio regionale della Lombardia, Enrico Brambilla, che insieme a Umberto Ambrosoli e Lucia Castellano, capogruppo di Patto Civico, aveva presentato un'istanza di impugnativa direttamente al premier Matteo Renzi.
Un memorandum di ben dodici pagine in cui il centrosinistra lombardo smonta punto per punto la cosiddetta “legge anti-moschee”.
“Si tratta di un’istanza di sollecitazione all’impugnazione da parte del governo - sottolinea il professor Alberto Fossati, docente di Diritto Pubblico all’Università Cattolica - Un primo elemento su cui poggia l’istanza riguarda la distinzione e la conseguente disparità di trattamento di interessi identici tra religione cattolica, le confessioni che hanno un’intesa con lo Stato e quelle che non ce l’hanno. Hanno scelto di trattare il tema della libertà religiosa alla stregua di una questione di ordine pubblico, affrontato con uno strumento meramente urbanistico, quando esistevano già tantissime norme che permettevano di controllare e regolamentare i luoghi di culto”.






