CANTÙ - Nel giornalismo lo chiamano effetto Zapruder, l’uomo giusto al momento giusto che con una macchina fotografica o una cinepresa in mano compie quella ripresa che vale più di mille parole e permette, certe volte, di svelare i retroscena o comprendere com'è avvenuto un fatto. Un po’ come il sarto Abraham Zapruder che il 22 novembre del 1963 con la sua cinepresa 8 millimetri filmò, praticamente senza saperlo, una delle sequenze più emblematiche del ‘900: l’attentato a JFK. Fatte le debite proporzioni e senza voler mancare di rispetto a nessuno, anche noi abbiamo trovato il nostro Zapruder, che venerdì scorso in piazza Garibaldi ha scattato, senza accorgersene, una fotografia che forse può aiutarci a capire un po’ meglio cosa può essere successo a Mauro "Maurone" Colombo.
Lo scatto che vedete risale a un minuto prima dell’incidente e la parte interessante non è al centro dell’inquadratura ma in alto a destra, dove si vede chiaramente la benna con sopra non tre, ma addirittura sei se non sette persone. Tre di loro sono in piedi, altri tre se non quattro sedute. La foto è stata scattata all’arrivo del corteo in piazza Garibaldi, come si desume dal movimento dell’uomo alla guida dell’auto d’epoca che apriva il corteo, il quale sta scendendo a terra dopo aver appena parcheggiato. Dietro di lui il bulldozer con la benna sollevata con sopra Maurone e gli amici che, stando ad alcune testimonianze, si sarebbero fatti scarrozzare per buona parte se non tutto il corteo.
Di sicuro, rispetto alle precedenti ricostruzioni alle quali sta lavorando la polizia locale, che volevano Maurone sulla benna insieme ad altri due amici, da questa immagine si evince che lì sopra era molto più affollato e di sicuro si viaggiava stretti. Certo dalla foto al momento della caduta è trascorso un minuto, quindi qualcuno potrebbe essere sceso con un salto oppure con l’aiuto del conducente del bulldozer che avrebbe potuto abbassare la benna avvicinandola a terra, ma si tratta di una manovra molto complessa, specie in un contesto affollato, come si evince sempre dallo scatto che ritrae una piazza in via di riempimento.
La foto del nostro Zapruder ci fornisce un altro particolare interessante: i fermi vicino alle ruote che servono per immobilizzare a terra la pala meccanica durante l’utilizzo dello scavatore sono sollevati. Segno che il mezzo era molto probabilmente ancora in movimento, anzi se voleva avvicinarsi al palco, come sono propensi a pensare i vigili secondo i quali Maurone è caduto perché voleva appendere uno striscione o un gagliardetto (che comunque nell’immagine non si vede), probabilmente stava per fare manovra mettendo la marcia indietro per poi procedere verso il muro della piazza. Tutto in mezzo alle persone che, come si vede nello scatto, continuano a camminare incuranti.
Qui l’aiuto che ci può fornire la fotografia finisce e il resto lo possiamo solo supporre, anche se l’immaginazione da sola non ci può dire quante persone c’erano veramente in quel momento sulla pala meccanica? Se il mezzo aveva attivato i fermi di stazionamento visto che doveva operare, se pur irritualmente, una manovra alzando la pala e quindi aveva bisogno della massima stabilità? Se la pala è rimasta a questa altezza oppure si alzata? Se il conducente ha ritenuto di compiere una manovra così delicata in una piazza affollata senza farsi aiutare da qualcuno che tenesse le persone a terra lontane?
Tutte domande alle quali con la foto del nostro amico Zapruder non possiamo rispondere.
Qui finisce il nostro compito di cronisti, il resto tocca alla polizia locale e al magistrato.
C. B.






