TRAGEDIA – Gli amici ricordano quel grande ragazzotto buono

lunedì, 23 febbraio 2015

mauroneCANTÙ - Era un bambino, avrà avuto sugli otto anni, quando con Davide si dava appuntamento all'oratorio del San Paolo per giocare il pomeriggio. Era un adolescente, un giovane quando con Davide si dava appuntamento fuori dalle mura dell'oratorio per poi gironzolare per le vie della città. Era un ragazzotto cresciuto quando la vita lo ha messo di fronte alla morte della madre e poi del padre, condividendo il dolore con la sorella, l'unica parente stretta rimastagli.

"Già da piccoli si vedevano i tratti distintivi del Maurone, un ragazzo corpulento dall'aspetto duro ma dal cuore morbido come il pane", lo ricorda con semplici parole l'amico Davide Frigerio, quasi coetaneo del Maurone canturino - li separava un anno o due anni d'età. "Dietro quella facciata da burbero si nascondeva una persona buona, un ragazzo che ha dato tanto alla vita e agli amici. Lo conosco da 40 anni, da quando eravamo bambini. Dopo le medie ci siamo un po' persi di vista, scuole diverse, poi il lavoro, la vita ci ha portati di nuovo vicini".

I Magnan de Cantuu hanno accolto quel grande ragazzotto, un uomo che nascondeva la sua bontà indossando una maschera da burbero indisponente. "Era buono, era un amico di quelli sempre pronti ad aiutarti, era un ragazzo a cui piaceva ridere - ricorda Dvaide - anche in ospedale, anche dopo la caduta diceva "questa volta l'ho fatta grossa" e rideva. Rideva solo qualche giorno fa, ieri... mancherà a tutti. Mancherà quel grande ragazzotto che dietro la scorza da scorbutico celava un cuore d'oro".

maurone carnevaleUna sequela di ricordi si affaccia veloce alla mente di Christian Bianchi che ricorda l'incontro con Maurone, l'amicizia, "io e lui ci siamo conosciuti penso intorno alla metà degli anni '80 quando da giocatore del settore giovanile di Cantù spesso mi dava un passaggio con la sua Dyane per tornare a casa. L'ho salutato al Pianella l'ultima volta che è venuto a vedere la partita; e lì come era ormai mio solito fare, sono andato sotto la curva durante il riscaldamento per salutarlo. Nel mezzo un grosso libro di ricordi, pagine e pagine che in questo momento di grande dolore tornano alla mente!".

Appassionato della Pallacanestro Cantù, primo tifoso Eagles Maurone era legato alla sua città. In prima fila alle partite dei biancoblu, in una mano lo striscione nell'altra l'immancabile "soldatino" Campari. Maurone era i Magnan, era la "serata d'altri tempi", era lo spirito di un'associazione che ogni venerdì grasso ricordava le tradizioni più antiche di una Cantù quando ancora era una città agricola, scandita da campi e lavatoi. Maurone ha scelto di lasciarci dopo la sua serata, la serata dei Magnan, ha scelto di concludere il suo percorso divertendosi nella festa che lui meglio incarnava con il proprio spirito.

"Maurone era questo, era l'amico di tutti" dicono i suoi, di amici, mentre mostrano le foto di un ragazzotto che si diverte con i propri compari nelle feste di paese.

Silvia Rigamonti

 

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