CANTÙ - Entrare nel mondo di Pierpaolo Perretta alias Mr. Savethewall significa incontrare un artista che ha letteralmente “alzato il culo” per mettere in atto le sue idee. Una bella famiglia, un lavoro ben retribuito e di grande responsabilità, manager ad alti livelli nell'ambiente comasco, una solidità economica invidiabile. Insomma tutto per essere “un uomo felice”. Ma l'apparenza a volte inganna gli altri e sè stessi.
Pierpaolo dentro è un fuoco, brucia senza pace perché, giorno dopo giorno, comprende che quella non è la sua vita, non rappresenta la sua essenza, allo specchio non è lui che si riflette. Dopo mesi di ragionamenti non semplici ecco la decisione: mollare tutto per diventare artista, per essere genuino sul serio, molto più di quanto il suo ruolo "al top" gli aveva imposto fino a quel momento.
Nasce così Mr. Savethewall, artista atipico che, giorno dopo giorno, inizia a destare la curiosità dei comaschi soprattutto quando i suoi primi lavori a "stencil", fissati sui muri con un semplice nastro adesivo, per rispettare appunto "the wall", il muro, vengono staccati dai passanti per poi essere incorniciati.
Dalla strada ai salotti, l'arte può, e soprattutto deve, incontrare tutti. Non è una fac simile né tantomeno un novello Banksy, lo street artist più famoso e irriverente di oggi e nemmeno vuole esserlo.
Il primo incontro con la sua arte scatena una serie di emozioni, di pensieri, di stati d'animo che sono sempre diversi da osservatore a osservatore. Il consiglio è di entrare nel suo studio-atelier di Via Giovio a Como per conoscere in prima persona lui e le sue opere e vedere che effetto fa...
Provocare con una sottile ironia, senza cadere nel barocchismo artistico o in una esagerazione che sarebbe stridente con la sua schiettezza: questo è il fine di ciò che crea. Mr. Savethewall sa osservare il mondo, ciò che c'è già, lo ricicla (non a caso fa uso di materiali poveri come carta, cartone, cassette di legno) e lo filtra in funzione di una riflessione personale, sociale e artistica.
Non si ferma mai, adesso che si è alzato il fiume di idee pare inarrestabile, nonostante sia il primo ad ammettere la fatica di essere artista e di cercare di realizzare sempre qualcosa di nuovo. Ma questa fatica nasconde la gioia di essere e fare, senza compromessi. In poche parole “materializza” meditazioni sulla contemporaneità: non è Pop, non è Conceptual, non è mai banale. Ecco allora comparire la Pietà di Michelangelo, vergine dolente, che tiene tra le braccia la bandiera di una Italia ormai martirizzata dalle troppe vergogne della politica oppure mastro Geppetto che abbraccia una scatola Ikea riconoscendovi Pinocchio, sinonimo di un mondo di replicanti senz'anima e della morte del vero artigianato.
La carrellata di immagini, ma è riduttivo definirle solamente così, continua con una bambina che, conscia di come l'armonia famigliare sia soltanto finzione, appicca il fuoco al famigerato Mulino Bianco; fa poi capolino l'uccellino azzurro di Twitter che cerca di comunicare tramite hashtag con un altro piccolo pennuto: scioccante, ma vero, come nella società dei social paradossalmente tra simili ci possa essere mancanza di dialogo... e non ultima la bimba che, in solitudine, prega il Santo I Pad di restituirle il papà, troppo impegnato con il suo aggeggio elettronico per badare a lei...
Vite di plastica insomma.
Questi sono solo una piccola parte dei suoi lavori artistici poiché la serie da scoprire è lunga, affascinante quanto curiosa. Il coup de théâtre dell'artista comasco è il Lifeshot ovvero “la vita è la nostra più importante opera d'arte”. È il pensiero più importante e profondo dall'animo sensibile dell'artista e, in questo modo, ha deciso di trasformarlo in immagine. Si tratta di un pannello con sedici fotografie dove ognuno diventa protagonista raccontando attraverso sedici oggetti la propria esistenza, dalla nascita al timore per la morte, lungo le tappe imprescindibili della scuola, del lavoro, delle proprie passioni... È un percorso emotivamente forte per lo spettatore e soprattutto per chi è primo attore degli scatti, è uno straordinario liberarsi del proprio io.
Notevole successo il Lifeshot lo ha riscontrato a Bologna, all'Arte Fiera, lo scorso fine gennaio quando una delle star degli scatti è stato Bruno Barbieri, uno dei giudici di Masterchef Italia. Dunque la necessità di dichiarare la propria essenza ed esistenza è alla base del lavoro artistico di Mr. Savethewall che siano stencil o fotografie o altro ancora.
Del resto, Selfie, ergo sum...
Massimiliano Porro






