CANTÙ - "Un festival di Sanremo deciso da un salotto radical chic". Solo poche settimane fa questa particolare espressione è tornata per l'ennesima volta alla ribalta, nelle parole di Matteo Salvini.
C'è chi da questi anni di dibattito politico è riuscito a prendere ispirazione per scrivere un libro originale e arguto. Parliamo di Giacomo Papi, giornalista e direttore della scuola di scrittura Bellevile: la sua ultima fatica letteraria, dal titolo “Il censimento dei radical chic” ed edita da Feltrinelli, presentata alla libreria Libooks.
Il numeroso e attento pubblico ha ascoltato raccontare le vicende del professor Prospero, accusato di aver fatto citazioni troppo colte durante un talk show, per questo criticato dal ministro degli Interni e poi ucciso. Nel romanzo il governo arriva così persino ad istituire un Registro degli Intellettuali e dei Radical Chic, con la scusa di proteggerli. Obiettivo reale: il loro controllo e una spaventosa semplificazione del pensiero.
Un contesto inquietante che Papi ha paragonato spesso all'attualità, talvolta con ironia, ponendosi in modo critico anche verso gli intellettuali di sinistra, troppo carichi di certezze e incapaci di comunicare realmente.
Ma almeno per una sera, alla Libooks, il copione è stato ben diverso.
S.L.






