POMPIERI – Pronti all’impossibile per salvare il presidio di Cantù

venerdì, 20 febbraio 2015

CANTÙ - "Ad oggi l'unica soluzione tecnica sul tavolo è il richiamo dei pompieri di Cantù nelle sede di Como" dichiara lapidario il comandante provinciale Mario Abate. Sfumata l'ipotesi del Castello di Intimiano, ex sede della scuola della Guardia di Finanza, svanite anche le soluzioni di Cantù e Mariano Comense, i Vigili del Fuoco di via Bolzano si ritrovano a 27 giorni dallo sfratto senza concrete alternative sul tavolo.

"Attualmente non ci sono nuove proposte al centro del dialogo, si sta però tentando di verificare se c'è qualche sede demaniale disponibile - mario abate comoprosegue il comandante provinciale Abate - in virtù della loro grande vocazione al soccorso né i volontari né i permanenti vogliono lasciare sguarnito il territorio del canturino e del marianese, anche se a questo punto la soluzione tecnica più utile sarebbe il rientro in sede centrale o la valutazione di opzioni di emergenza".

Il prefetto Bruno Corda potrebbe intervenire con una breve proroga dello sfratto a fronte di una soluzione alternativa e concreta in essere, da attuare in tempi brevi. I tempi stretti non permettono spazio alle parole, ora è necessario agire per salvare i pompieri di Cantù. Si poteva forse pensare al capannone di via Nassiryia prima, quando ancora i tempi lo permettevano, perché si prestava a diventare caserma dei pompieri ma a condizione che comportasse un costo inferiore rispetto a quello preventivato di un milione e 400mila euro.

Svanite tutte le opzioni presenti sul tavolo il comandante Abate promette, "ci faremo venire qualche idea per salvare il presidio".

I vigili del fuoco sono pronti a fare il possibile e l'impossibile per salvare il comando di Cantù, soprattutto per continuare a proteggere il territorio.

S.R.

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