CANTÙ - Abdul ha preso il posto di Brambilla nella speciale graduatoria degli alloggi da concedere a canone sociale stilata dal Comune. Basta scorrere tra i 199 nominativi per accorgersi che la metà di chi ha presentato richiesta è di origine straniera, a testimonianza di una città sempre più multietnica, anche nel bisogno sociale. Se ne sono accorti da tempo anche alla mensa dei poveri, anche se lì il fenomeno è progredito al contrario.
Fino a qualche anno in fila per un pasto caldo c’erano quasi esclusivamente persone di origine straniera, adesso non mancano gli italiani, spesso uomini magari con un matrimonio fallito alle spalle, un lavoro sempre più precario e gli assegni di mantenimento da versare a moglie e figli.
Nella “ricca” Cantù dal bisogno sempre crescente cinque soli alloggi da assegnare a chi non può permettersi di pagare un affitto sono decisamente troppo pochi. Indipendentemente dal colore della pelle.






