CANTÙ – “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini” dichiarava il teologo Dietrich Bonhoeffer ritenendo, giustamente, che una società sana ha a cuore il benessere di chi è indifeso. Questo pensiero deve aver attraversato le menti di Andrea Chirico, Enzo Cipolla e Giorgio Marelli quando, questa estate, hanno deciso di dar vita alla prima Sagra della Porchetta canturina con lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla pediatria dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù.
E lo hanno fatto come privati cittadini, senza avere alle spalle la solidità organizzativa di un’associazione: in pochi mesi, contando esclusivamente sulle loro forze e disponibilità economiche, hanno allestito l’evento presso il bar Chirico la cultura del caffè (di proprietà di uno dei tre) e lo hanno pubblicizzato tramite volantini, social e passaparola. Molti i cittadini presenti alla serata del 27 luglio e l’incasso raccolto, cinquecento euro, è stato donato oggi al reparto pediatrico di Cantù alla presenza del primario Alfredo Caminiti e della caposala Angela Incorvaia.
“Vorrei ringraziare Andrea, Enzo e Giorgio per il bellissimo gesto – sottolinea Caminiti – e siamo orgogliosi del fatto che abbiano deciso di pensare a noi. Sarà nostra premura gestire al meglio questa generosa donazione che ci permetterà di migliorare il reparto al fine di renderlo ancora più accogliente per i nostri piccoli degenti”.
“L’esperienza ospedaliera può essere traumatica per un bambino – ricorda Incorvaia – ecco perché un ambiente accogliente e ricco di giochi può essere molto utile per migliorare la loro esperienza”.
Un gesto di grande solidarietà da parte di tre cittadini che, rispondendo alla domanda su cosa li avesse spinti ad agire, hanno semplicemente risposto: “Ci è sembrato normale aiutare i bambini”. L’umanità e l’altruismo si nutrono di parole semplici.
Simona Di Domenico







