CANTÙ – Occupy San Teodoro: arte partecipata e corsi

lunedì, 17 settembre 2018

CANTÙ – Concluso con successo Occupy San Teodoro 2018: un minifestival di arte partecipata che ha ospitato spettacoli, musica, performance e workshop. Quattro giorni di eventi, totalmente gratuiti, che hanno accolto l’Orchestrina delle ore con il loro progetto di salvaguardia della musica cantautoriale italiana, Matteo Curatella con la sua fisarmonica, l’omaggio a Dario Fo di Christian Poggioni, il performer Billy Bolla, le note di Xoàn Curiel e tanti altri artisti.

La rassegna Occupy San Teodoro ha occupato tutti gli spazi del teatro trasformandoli in luoghi di arte e condivisione per poter dare a chiunque la possibilità di esibirsi nella gioia di un ambiente creativo. Molto ricca la proposta dei corsi rivolti agli appassionati: recitazione, uso creativo della voce, danza classica, danza creativa, danza contemporanea, danza del ventre, flamenco, burlesque cabaret retrò, piccola scuola di circo, corso di pittura, yoga e yoga in gravidanza, pilates e tai chi presentati dal direttore dei corsi di teatro Andrea Reali.

Che tipo di offerta proponete?
Corsi aperti a tutti e con costi accessibili per garantire a chiunque la possibilità di poter partecipare: la nostra idea di teatro è sempre stata quella di un luogo di ritrovo per tutta la comunità e non uno spazio elitario accessibile a pochi.

Con quali criteri avete scelto i corsi?
Volevamo dare agli iscritti la possibilità di avvicinarsi alla dimensione dell’attore in tutte le sue sfaccettature. Alcuni corsi si rivolgono a una dimensione puramente corporea, altri lavorano sulla voce, altri sulle intenzioni ed emozioni: una sorta di viaggio alla scoperta di un mestiere affascinante e complesso.

Quali obiettivi volete raggiungere?
Sono molti. Dare a tutti la possibilità di poter realizzare il sogno di un progetto creativo, avvicinare le persone al teatro affinché possa riappropriarsi della sua funzione di fulcro della comunità infine mostrare da vicino il mestiere dell’attore in modo da sviluppare uno sguardo critico e consapevole nei confronti di un’opera teatrale.

Partecipare a un corso di teatro può essere un’esperienza utile anche sul piano psicologico e umano.
Sì. Innanzitutto bisogna lavorare in gruppo e quindi accorgersi dell’altro ed entrare in contatto con lui ma anche con se stessi perché il teatro permette di esplorare parti sconosciute che non sapevamo di avere: questo processo è un valido strumento di crescita personale capace di migliorare la propria consapevolezza e il rapporto con gli altri.

Simona Di Domenico

 

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)