COMO - Il Palanzone ha giocato davvero un brutto tiro ai comaschi mettendosi a brontolare prima con un boato e poi con una scossa di terremoto, udita un po’ ovunque alle 15.06 di lunedì. Le lancette dei sismografi hanno registrato che la scossa è stata pari al 2.3 della scala Richter. Se ne sono accorte in maniera più empirica le persone che hanno visto ballare le sedie, dondolare i lampadari e tremare le finestre.
Un secondo e mezzo che è sembrato un’eternità a chi vive ai piani alti dei palazzi del centro di Como, Cantù e Lecco, entro i dieci chilometri dall’epicentro, localizzato a una profondità di 8 chilometri sotto la crosta terrestre all’altezza del Monte Palanzone. Nell’erbese sono state addirittura evacuate alcune scuole, con gli studenti che sono rientrati in classe non appena ci si è accorti che l’emergenza era finita.
Tutto fino alle 17.30, quando la terra ha brontolato ancora, ma per un breve scossa inferiore al 2° della scala Richter. “Como è classificato come zona a basso pericolo sismico, ma i terremoti possono capitare anche qui – spiegano all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma - Quello alle falde del Palanzone è stato un sisma di lieve entità. La scossa è avvenuta ad appena 8 chilometri di profondità, probabilmente per questo l’effetto in alcune aree è sembrato amplificato”.
L’Istituto di Geofisica sta monitorando la situazione, anche se lo sciame sismico dovrebbe essersi esaurito.






