MOSCHEA – Islamici pronti a ricorrere contro il Comune

domenica, 15 febbraio 2015

CANTÙ - Dopo anni di attesa sembrano pronti a lottare, utilizzando gli strumenti del diritto, per ottenere un luogo in cui potersi incontrare e pregare. Non sono disposti ad arrendersi i musulmani di Cantù, intenzionati a ricorrere se necessario anche di fronte alla Corte Costituzionale.  Ne hanno parlato oggi gli esponenti della Comunità Islamica cittadina, che si sono incontrati a margine della preghiera, oggetto dell’incontro il da farsi dopo lo stop imposto dal Comune alla moschea di via Milano. Tutta colpa della normativa urbanistica varata dalla Regione Lombardia a metà del mese scorso in materia di nuovi luoghi di culto, subito ribattezzata “Legge Anti-moschee”.

Ogni decisione è stata rimandata a un incontro, in programma domani sera, con l’imprenditore proprietario del capannone di via Milano, ma buona parte della Comunità Islamica vorrebbe opporsi ricorrendo in giudizio per difendere il proprio diritto di culto.

Un iter complesso visto la richiesta di sospensione da parte del Comune dovrebbe essere impugnata dal proprietario dell’immobile di fronte al Tar, che però è deputato a valutare la regolarità del procedimento amministrativo e non la legittimità del nuovo regolamento varato dal Pirellone, che andrebbe sottoposto alla Consulta - sollevando un’eccezione di costituzionalità. Anche così non sarebbe facile dimostrare che un regolamento urbanistico è da rigettare perché di fatto impedisce l’esercizio del diritto di culto, garantito dalla Costituzione.

C. B.

 

 

 

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