NOVEDRATE – Oltre 835mila euro in quattro anni: questo l'ammontare di soldi sottratto agli investitori che avevano aperto libretti di risparmio alla filiale di Novedrate di Poste Italiane, per i quali ora è accusato di peculato l’ex direttore Aurelio Celli, 47enne di Fino Mornasco.
La vicenda era emersa un paio d'anni fa, in seguito alle lamentele di alcuni utenti e diversi articoli di giornale: materiale recepito dalla Procura di Como, che aveva proceduto d'ufficio all’apertura del fascicolo. Gli accertamenti erano iniziati per far luce sulle modalità di sparizione del denaro, poco chiare ma assasi sospette: decine di migliaia di euro, prelevati da libretti e conti, ma per le quali nessuno aveva sporto denuncia.
Dopo le perquisizioni della Guardia di finanza, a fine aprile 2016 Aurelio Celli si era presentato agli inquirenti accompagnato dall'avvocato, addossandosi l’ammanco e garantendo che stava cercando il modo per risarcire. Ad oggi sono passati due anni, il sostituto procuratore di Como Simona De Salvo ha chiuso l’indagine e formalizzato l’accusa di peculato. Le modalità contestate vanno dal singolo prelievo da un libretto di risparmio, fino a condotte proseguite per mesi nei confronti degli stessi investitori.






