VIGHIZZOLO - Sabato ci sarà il big match tra Red October Cantù e Virtus Segafredo Bologna. Di seguito le parole del coach Marco Sodini nella consueta conferenza pre partita.
"Con la Virtus ho un debito di riconoscenza perché è stata la prima società di Serie A a darmi un contratto da vice allenatore, ho passato due anni e mezzo molto belli a Bologna. Tra l’altro, alcuni ricordi dell’esperienza bolognese sono collegati perché in una stagione perdemmo in cinque partite ai playoff proprio contro Cantù. Bologna, rispetto al basket, è una città contraddittoria. Anche se la stessa Virtus è una realtà contraddittoria, dove qualche volta tradizione, storia e forza del passato sembrano anche prevaricare quello che è il presente, ovvero una società che sta cercando di ricostruire per portarsi nuovamente su livelli alti".
"È vero che la Virtus è una neopromossa ma è comunque una neopromossa completamente falsa, nel senso che non lo è per gli obiettivi e per come è stata strutturata la squadra, improntata sull’alto livello. Adesso, infatti, dopo un periodo di adattamento, stanno producendo quello che in realtà erano le aspettative: stare nelle prime quattro-cinque posizioni. Ora la Virtus è quinta in classifica, quindi sono in linea. È chiaramente una partita complicata per noi, è un’avversaria con tanto talento e con un’ottima organizzazione".

"Dobbiamo riuscire a tenere la stessa concentrazione per 40 minuti che abbiamo in casa, cosa che purtroppo in trasferta non riusciamo ad avere. Io per primo ho parlato di obiettivi importanti, sdoganando dopo la vittoria con Torino la parola “playoff”, ma bisogna essere selettivi. Noi non possiamo diventare Brescia, e non dico Milano perché ha un roster da Eurolega, non lo possiamo diventare perché la differenza sostanziale è che tra casa e trasferta abbassiamo drasticamente i punti che noi realizziamo, c’è una differenza di quasi dieci punti di media a partita. Perché parlo di essere selettivi? Perché se vogliamo affrontare una gara come quella contro la Virtus Bologna, non possiamo pensare di limitare gli avversari e di giocare una partita ai 60 punti, perché semplicemente non siamo capaci di farlo. Dobbiamo riuscire a tenere la nostra capacità di segnare tanto anche in trasferta e di restare aggressivi anche contro squadre di alto livello".






