La legge regionale passata il 27 gennaio viene chiamata erroneamente “anti-moschea”; perché erroneamente? Perché questa legge vincolerebbe la costruzione di nuovi luoghi di culto, senza specificare quali, a vincoli pressoché inattuabili. In accordo con il monsignor Bressan, e con la curia di Milano constatiamo in questa legge una deriva preoccupante: i quartieri di nuova costruzione nella nostra regione non saranno dotati di chiese, di oratori, e di altre strutture religiose. Nell’idea che la società occidentale sia fondata su valori imprescindibili di integrazione e tolleranza, vediamo in questa legge regionale , alla quale ci opporremo secondo quanto ci permette la legge, un attacco non sono alle nostre tradizioni di accoglienza cristiana, ma anche alla futura educazione e carità nel nostro territorio. Una legge quindi che, nell’intento di chi l’ha proposta, doveva strizzare l’occhio a quelle persone che, definendosi cristiane pur non avendone capito il significato, volevano negare i luoghi di culto di altre religioni, nella pratica mina proprio la futura diffusione del cristianesimo nella nostra regione.
Auspichiamo dunque che chi ha a cuore questi temi si muova affinché questa legge, che a nostro parere è incostituzionale e nega secoli di tradizione di apertura e integrazione, venga rivista.
Federico Bianchi,
Segretario di Cantù Rugiada






