CANTÙ – Era il lontano 1923 quando una folta schiera di “veci”, i reduci della prima guerra mondiale, decise di fondare un gruppo che rappresentasse le loro gesta e la loro storia, così intrinsecamente legata alle vicissitudini del nostro Paese: nacque così il gruppo Alpini di Cantù.

Un tassello importante della memoria storica della nostra comunità che merita di essere celebrato a novantacinque anni dalla sua fondazione ed è proprio questo lo spirito che guida le iniziative a favore della città promosse dal gruppo.
“L’obiettivo che si prefigge il Gruppo Alpini di Cantù è quello di coinvolgere la cittadinanza in tutte le sue componenti in questo momento tanto difficile e delicato per la vita del nostro Paese – sottolinea il capogruppo Settimo Moro – ci farebbe piacere che in queste occasioni i principi, i valori e l’esempio che da sempre contraddistinguono gli alpini venissero recepiti e custoditi soprattutto da parte delle giovani generazioni”.
Il primo importante appuntamento sarà il concerto di Massimo Bubola previsto per venerdì 9 marzo presso il Teatro San Teodoro di Cantù con i contributi del Comune di Cantù, dell’associazione Charturium e della Cassa Rurale e Artigiana di Cantù.
Autore, compositore e arrangiatore di genere prevalentemente folk-pop, Bubola ha collaborato con i più grandi artisti della musica italiana, tra cui Fabrizio De André, e in questa occasione si esibirà in un repertorio di canzoni della Grande guerra tratti dagli album “Quel lungo treno”, “Il testamento del capitano” e dall’antologia “Da Caporetto al Piave”.
Si tratta del primo evento di un ricco carnet previsto per il 2018, i cui ricavi andranno in beneficienza, e che comprenderà la novantunesima adunata nazionale a Trento e uno spettacolo di canti dedicati alla donna presso l’officina Pifferi&Alpi nel mese di maggio, lo spettacolo “Quando la musica diventa poesia” in collaborazione con la cooperativa Sant’Ambrogio il 2 giugno, la sfilata per le vie cittadine del 23 settembre, l’esibizione del coro alpino Orobica a ottobre, la mostra commemorativa sul primo conflitto mondiale a Villa Calvi dal titolo “ La trincea della memoria” con annessa esibizione del coro alpino Monte Colmenacco di Nesso nel mese di novembre e, infine, i tradizionali eventi dedicati alla castagnata e alla cazoeùla previsti a dicembre.
Novantacinque anni per dare onore al cappello dalle pinne nere e ai valori che rappresenta.
Simona Di Domenico






