CANTÙ - La si può definire un frammento storico della socialità canturina. La si percorre in pochi minuti e si raggiunge la chiesa. E da essa si gode in veduta totalizzante la piazza centrale di Cantù con le sue multiformi ramificazioni.
La sua relativa ripidità che suggerisce fatica è compensata dal suo fascino e, appunto, dal dolce accompagnare alle porte dell'edificio sacro. Per questo lei, la gradinata san Paolo, ha un valore ed è meritevole di rispetto.
Ma, salendola, ci si imbatte in qualche segno del tempo che pare proprio fare a pugni con la sua dignità.
Su un braccio di essa campeggia un cuore con una scritta enigmatica, almeno per chi non ne è l'autore: "posca". Vergata forse con il gesso o la vernice bianca, poco importa. In tempi nei quali gli afflati affettivi corrono sempre più lungo il polimorfico binario dei social e nel quale le lettere d'amore paiono un retaggio del passato, il messaggio mette quasi tenerezza. E qualcuno può magari far lavorare la fantasia: chi sarà mai o cosa questa Posca? Domanda che resterà inevasa, ca va sans dire. Tranne, appunto, per chi ha deciso di redigere quel messaggio. Romanticheria ante litteram oppure imbrattatura? Il dibattito è aperto.

Certo, appunto, può balenare alla mente il pensiero che possano esistere anche altri sistemi comunicativi e più "privatizzati". Anche se qualcuno, quando ama, vorrebbe fare sapere a tutto il mondo di sé e del suo oggetto di corrispondenza di amorosi sensi.
Quanto invece non si presta a una valutazione double face è il fatto che la gradinata sia stata usata da qualcuno come orinatoio. La striscia che vi campeggia pochi centimetri dopo quello stesso "braccio dell'amore" non lascia virgola di dubbio. E se un manifesto amoroso può essere letto con lo sguardo di un' innocente comunicazione, l'utilizzo a scopo deiezioni non ha proprio ombrello che lo possa riparare dal biasimo. Come affronto fatto a una storia, a una città, la propria o meno non ha rilevanza perché l'atto è grave sia che sia opera di un canturino sia che lo abbia compiuto un forestiero, e al buon senso. E anche alla propria educazione.
Ma lei, la gradinata, silente e imponente come sempre, forse ha perdonato. E continua a compiere la sua dolce funzione di introdurre alla chiesa soprastante.
C. Co.






