GIUBIANA – La leggenda che sopravvive al tempo. FOTO E VIDEO della festa

venerdì, 26 gennaio 2018

CANTÙ – In una fredda e nebbiosa notte del XII secolo, una giovane donna bussò a uno degli ingressi del borgo di Canturio. Padre Lorenzo venne destato da quella insistente richiesta sonora e, avvicinandosi all’uscio, fu colto da immenso stupore pensando di essere al cospetto della Madonna. La donna, che non era affatto la Sacra Vergine, approfittò dello smarrimento dell’uomo per ipnotizzarlo e farsi consegnare le chiavi della città. Impossibilitato a reagire, il frate obbedì ed ella spalancò le porte ai Visconti che si impadronirono della città mettendo in fuga i Grassi, signori di Canturio.

Da quel giorno, nell’ultimo giovedì del mese di gennaio, i canturini bruciano un fantoccio con le sembianze della donna per scacciare il triste passato attraverso l’auspicio di un futuro sereno. Questa storia, raccontata e illustrata nel 1998 da Giancarlo Montorfano, Ariel Macchi e Filippo Brunello, è una delle tante versioni della Giubiana, leggendaria figura che ha attraversato secoli di tradizioni legate al Nord Italia per giungere, indenne, sino ai giorni nostri.

Una leggenda di antichissime origini e dalle numerose rivisitazioni che anche quest’anno, nonostante le pessime condizioni meteo, ha saputo raccogliere attorno a sé la comunità cittadina alle prese con il corteo storico che ha esposto la Giubiana al pubblico ludibrio prima di darle fuoco sul rogo situato al centro di piazza Garibaldi.

L’evento ha visto la presenza del sindaco Edgardo Arosio con diversi membri della giunta pronti ad accogliere il suggestivo corteo composto dal Corpo dei musici del gruppo sbandieratori italiani, l’associazione Canturium, i gruppi Palio del Baradello e Palio di Castiglione Olona mentre, ad accendere il rogo, c’era il Gruppo Alpini Cantù che proprio quest’anno festeggia novantacinque anni di attività.

Menzione speciale al presentatore Alessandro Combi che, dopo aver introdotto i festeggiamenti con l’aiuto di dj “Il Giubiano”, ha ritagliato un momento di riflessione per le vittime del deragliamento di Pioltello e per ricordare, come hanno fatto in molte piazze italiane, il ricercatore Giulio Regeni a due anni dalla sua tragica e insoluta scomparsa.

Cosa rimane di quella notte nebbiosa di tanti anni fa? Forse il desiderio di una comunità di reagire alle difficoltà attraverso una forza coesa che volge lo sguardo al futuro, noncurante della pioggia.

Simona Di Domenico

Video di Marco Bizzotto

 

 

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