CANTÙ – Ogni comunità è un mosaico di volti, usanze ed eventi storici che si intrecciano tra loro dando vita a quell’identità che vive nella memoria storica generando un patrimonio prezioso di tradizioni da portare nell’incontro con il mondo e il suo continuo rinnovamento.
La società moderna ha generato un flusso torrentizio di immagini fuggevoli ma, in egual misura, ci ha fornito strumenti e mezzi per immortalare e tramandare alle generazioni future i momenti più significativi delle nostre comunità. É proprio questo l’intento di Mario Colombo, fotografo e videomaker canturino che ha affidato buona parte della sua produzione video al canale youtube Cantù for you.
Da oltre vent’anni lei filma gli eventi più significativi della comunità canturina. Da dove nasce questa passione?
Sono nato professionalmente come fotografo, lavoravo come stampatore in camera oscura, e lì ho appreso le prime tecniche di composizione dell’immagine. In seguito ho cambiato mestiere ma non mi sono mai discostato da quel mondo e nel corso degli anni mi sono avvicinato sempre di più al video perché ero affascinato dai movimenti, dai colori e dal montaggio.
Un percorso autodidatta?
Sì, nel mio tempo libero ho sperimentato diversi tipi di ripresa e ho passato molte sere al computer per apprendere le tecniche di montaggio.
Perché è importante conservare la memoria storica di una comunità?
Perché è la culla delle nostre tradizioni, un patrimonio prezioso da preservare e consegnare alle generazioni future. Sono molto legato alla mia comunità e volevo in qualche modo contribuire al suo racconto raccogliendo immagini, immortalando quei momenti significativi che sono parte della nostra storia.
A quali di questi video è legato di più?
Ho girato molti video, in contesti diversi del nostro territorio, dall’Expo alla Giubiana ma i video a cui sono più legato sono quelli del Carnevale canturino pieni di sorrisi, bambini e colori.
Il Carnevale canturino ha subito molti cambiamenti nel corso degli anni.
Sì, è vero. Le ultime edizioni hanno visto sfilare carri bellissimi e ben curati mentre tanti anni fa, quando ero un ragazzo, i mezzi a nostra disposizione erano scarsi e dovevamo ingegnarci parecchio per creare una bella struttura. Però, allo stesso tempo, lo sforzo di creare qualcosa insieme ci rendeva più uniti, un tempo le persone partecipavano di più alla vita della comunità.
Intervista a cura di Simona Di Domenico






