ANZANO DEL PARCO – Non è cambiato niente nelle indagini sulla morte di Simone Cardullo, 32 anni di Albavilla, ucciso da due coltellate il primo agosto scorso ad Anzano del Parco al termine di una discussione.
Il suo aggressore, Cristian Gatto, 24 anni, è accusato dal sostituto procuratore di Como, Antonio Nalesso, di omicidio volontario e porto abusivo di coltello. Il primo agosto scorso, Cardullo si era presentato davanti alla villetta a schiera di Gatto, in via Valera. Tra i due non scorreva buon sangue. Anzi. Una vera e propria antipatia, fatta di scorrettezze reciproche che andavano avanti da tempo. Così, la vittima aveva deciso di andare a discutere proprio sotto casa di Gatto.
Dopo uno scambio di parole molto accesso (i due sarebbero anche venuti alle mani), Gatto era entrato in casa, aveva preso un coltello da cucina ed era uscito, colpendo due volte Cardullo, al torace e al rene. Prima di rientrare in casa. Ferito gravemente, Cardullo era riuscito a raggiungere la sua Fiat Panda per cercare di metterla in moto e andarsene. Ma non c'era stato niente da fare. Alle 18,30 è morto all'ospedale di Cantù, dopo un inutile tentativo di sottoporlo a intervento chirurgico per suturare i due tagli.
I carabinieri di Cantù avevano arrestato Gatto mentre Cardullo veniva trasportato in ospedale: prima con l’accusa di tentato omicidio, che si era aggravata nell’arco di alcune ore. Durante l’interrogatorio, non aveva aggiunto nessun dettaglio rispetto a quanto era accaduto, se non per spiegare quegli attriti con la vittima, legati ad apparenti debiti non pagati. Il coltello col quale Gatto ha ucciso Cardullo non è stato mai più ritrovato. Ora Gatto, in carcere al Bassone, potrà scegliere se farsi processare con rito abbreviato oppure se affrontare una Corte d’Assise.






