Buongiorno Don Fidelmo.
Anche se non ci conosciamo personalmente mi permetta di esprimerle tutta la mia solidarietà per la vile e oltraggiosa provocazione di cui è stato fatto oggetto da parte di alcuni ineffabili personaggi che vorrebbero trasformare la nostra bella città in un terreno di scontro ideologico.
Va da sé che costoro ben difficilmente avrebbero potuto anche solo pensare di mettere a segno questa loro provocazione se non vi fosse stato chi, al solo scopo di lucrare su di una ben misera speculazione politica, non avesse loro preparato il terreno con un’assurda quanto inefficace campagna volta a negare alla comunità islamica canturina, “moderata e multietnica” come lei stesso ha giustamente sottolineato, di celebrare serenamente i propri rituali e le proprie funzioni.
Anche se su molti argomenti non abbiamo le stesse idee e le stesse opinioni, non le nascondo che seguo con interesse, partecipazione e simpatia il dialogo ed il confronto che da tempo, con costanza e lungimiranza, ha aperto con la comunità islamica che non è per nulla somigliante a quella massa informe ed estremista che alcuni piromani nostri concittadini amano descrivere.
Condivido totalmente la sua opinione che lo Stato e le amministrazioni locali debbano saper garantire libertà religiosa e di culto anche alle minoranze che vivono nel nostro territorio così come, d’altro canto, è sancito dalla Costituzione del nostro Paese.
Non solo, penso anche che è da questo e dalla capacità di accogliere e dialogare che si misura il successo dell’integrazione di quanti, per ragioni economiche, guerre e dittature cercano presso di noi una vita migliore.
Come lei, anch’io spero che ragionevolezza e dialogo finiscano per prevalere sulla concitazione e sulle urla che caratterizzano questo momento della vita cittadina e che, alla fine, vengano isolate le posizioni più estremiste e si imponga quello spirito di dialogo, di accoglienza e di comprensione che ha sempre caratterizzato la comunità canturina.
Cordiali saluti.
Enzo Marelli
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