CANTÙ - Parla a ruota libera, lui che libero (di stare in Italia) non è e si affida a Radio Cantù il patron del basket canturino Dmitry Gerasimenko per un paio d'ore di risposte a raffica, "allungate" dal complesso percorso russo-italiano con tanto di traduzione - simultanea ma per l'appunto "ritardante".
Al centro delle dichiarazioni del boss societario in esilio subito la "toppata" della campagna abbonamenti, azione che Gerasimenko difende, rivendicando come sua tutta la scelta nella politica degli accessi al PalaDesio. Bello incazzato con i suoi che avrebbero comunicato male il tutto: "I prezzi li ho proposti io personalmente, dopo attenta analisi delle dinamiche della passata stagione, ma non sono affatto contento di come lo staff ha fatto la presentazione quindi voglio spiegarla io per bene perché mi tocca fare il lavoro che non ha svolto il mio management... Su 3300 spettatori in media ogni partita lo scorso campionato un migliaio entrava in pratica gratuitamente mentre altri 500 erano a titolo di omaggio per accordi con gli sponsor e quindi quasi metà delle presenze presenti non pagava. Una situazione "ereditata" dalla gestione precedente - dunque bisognava capire dove attingere nuove entrate. Avevamo 396 abbonati del secondo anello e gli abbiamo chiesto per gli stessi soldi di spostarsi in curva, per essere anche più vicini al "cuore" del tifo. In più abbiamo alzato da 16 a 21 anni di età il diritto per il biglietto ridotto".
Gli fanno notare che ci sono stati anche degli aumenti, però. E lui replica, pronto: "I settori giallo e verde costano 70 euro in più, vale a dire cinque euro in più a partita ma a fronte di una gradinata dove il biglietto costa 21 euro. In ogni caso, oltre allo show della squadra daremo molto come spettacolo soprattutto per i più giovani. Credetemi, sarà completamente diverso rispetto al passato. Tifosi, fate l’abbonamento: senza di voi non può esistere la squadra".
Poi si è parlato di coach - di ieri e oggi. Su Carlo Recalcati "Ho tantissimo rispetto per i simboli della Pallacanestro Cantù ma non possiamo offrire un lavoro a ciascuno di loro, devono rimanere come simboli e Charlie con noi ha vinto quattro partite e rappresentava un punto interrogativo. Con lui potremmo vincere di più? E non ha rispettato l’etica professionale, rilasciando quelle interviste...".
Su Bolshakov invece: "Kurtinaitis ha vinto tre partite, Recalcati ne ha perse più delle vinte, Kiril ne ha vinte più di tutti, pur guidando una squadra non sua e con una filosofia diversa dal suo modo di allenare. Comunque il budget attuale permetteva Bolshakov, oasciatelo lavorare in pace e se ne riparla tra un anno". E dire che poche ore prima il "suo" coach preferito parlava di "roster corto"....
Infine il capitolo giocatori con un patron scatenato contro uno in particolare: "Crosariol deve capire che quando indossa questa maglia deve dare tutto".







