CANTÙ – La società "Canturina Servizi Territoriali" ha chiuso il bilancio del 2016 con un utile netto di €499.410 euro, e per i restanti mesi del 2017 ha annunciato di voler perseguire due obiettivi principali: chiudere al più presto la “questione idrica” – ossia il percorso che dovrebbe portare alla fusione tra tutte le società idriche della provincia di Como – e individuare una partnership industriale per dar vita a un ulteriore sviluppo della società, per creare “interessanti sinergie”.
I due temi sono strettamente connessi, perché con “la palla al piede dell’acquedotto” – così l’ha definita Massimo Di Domenico, l’amministratore unico – lo sviluppo industriale della società potrebbe inaspettatamente arrestarsi, e la ricerca di un nuovo partner potrebbe incontrare ostacoli del tutto imprevisti. L’ambiguità della situazione potrebbe addirittura condurre a una divisione di Canturina Servizi: da una parte il ramo idrico della società, dall’altra tutti gli altri servizi.
“Con la razionalizzazione dei costi che abbiamo portato avanti in questi ultimi tre anni – spiega Massimo Di Domenico – il nostro utile netto è passato da 40mila a 499mila euro. Si tratta certamente di un ottimo risultato, ma la gestione ottimale della società è ancora ostacolata da alcuni elementi che sembrano impedirne il pieno sviluppo. Uno dei problemi più evidenti è quello relativo alle assunzioni: una struttura come Canturina Servizi avrebbe bisogno di numerose figure professionali, ma per assumere nuove persone bisogna organizzare concorsi, bisogna attendere i pensionamenti (al 31/12/2016, i dipendenti della società risultano 32). Nonostante gli ottimi risultati ottenuti in questi anni, il settore continua a essere percepito come decadente”.
Tra i numeri più impressionanti di Canturina Servizi – che si occupa principalmente del servizio acqua, delle farmacie e della gestione dei parcheggi a pagamento – vi è senz’altro il dato relativo alle farmacie: nel 2016 i servizi legati alle farmacie canturine hanno portato utili per 410.434 euro, mentre la gestione dei parcheggi si è chiusa con un utile netto di 144.472 euro (più di 30mila euro in meno rispetto al 2015, quando l’utile superò i 175mila euro).
E sul tema dell’acquedotto – i cui servizi hanno portato 27.716 euro di utile netto – Massimo Di Domenico sembra avere le idee chiare: “Lo sviluppo di Como Acqua continua a incontrare difficoltà: l’obiettivo consiste nella progressiva fusione di tutte le società idriche della provincia (inizialmente prevista entro la fine del 2016, n.d.r), ma il percorso è continuamente ostacolato da ritardi, da incomprensioni, da ingerenze di natura politica e da un’eccessiva burocratizzazione. Alcuni uffici non sono stati in grado di esercitare la necessaria autorevolezza (come l’ufficio d’ambito), e la creazione della più grossa società a partecipazione pubblica del territorio comasco continua a essere irrimediabilmente ostacolata”.
L’amministratore unico si è poi soffermato sull’individuazione del nuovo partner – “ci stiamo guardando attorno, e i soggetti interessati non mancano” – un fondamentale alleato che dovrebbe accompagnare Canturina Servizi nel raggiungimento dei suoi obiettivi di sviluppo industriale: l’efficientamento degli edifici canturini e una gestione più efficiente dei parcheggi, un traguardo da raggiungere attraverso “un generale ripensamento del sistema attualmente in vigore” (le fasi preliminari per l’identificazione del nuovo partner dovrebbero iniziare tra il settembre e l’ottobre del 2017).
R. I.






