CANTÙ – Alcuni rappresentanti del Codacons, nelle scorse ore, hanno annunciato di aver depositato l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero nell’ambito della polemica riguardante il ponte di Cantù-Asnago e la sua presunta fragilità strutturale. Il Codacons era già intervenuto sul tema lo scorso febbraio, quando presentò un esposto alla Procura della Repubblica per “il gravissimo pericolo e degrado del ponte di Cantù-Asnago-Cermenate”, annunciando contestualmente di voler avanzare una richiesta di “sequestro e diffida”.
“Non ci sono gli estremi per un’archiviazione – afferma uno dei loro rappresentanti; - La relazione tecnica sullo stato del ponte è piuttosto eloquente: si parla di diverse criticità, di crepe longitudinali, delle condizioni di usura in cui versa l’armatura del ponte, e si menziona anche il pericolo derivante dalla stabilità dell’infrastruttura. Non riusciamo a capire – prosegue il rappresentante Codacons – perché l’indagine non sia andata avanti, e non ci spieghiamo neppure la modifica della segnaletica stradale (il limite di peso dei veicoli è stato recentemente portato a 19 tonnellate, ed è stato segnalato da alcuni cartelli installati sul ponte, n.d.r.). Anche il ponte di Annone ha sopportato per vent’anni il passaggio dei tir, poi però è crollato. Perché non si procede al sequestro del ponte?”.
R. I.






