CANTÙ - Ancora una volta via Mazzini è teatro di un incidente. Intorno alle 11 di questa mattina un autocarro ha travolto un'apecar, all'altezza della rotonda di Sant'Antonio. La dinamica è risultata chiara fin da subito, il conducente dell'autocarro proveniente da via Grandi non ha visto la rotonda di Sant'Antonio camminandoci sopra, scontrandosi prima con i pali della segnaletica stradale e poi con l'apecar, diretta da via Daverio in via per Cucciago. Tanto lo spavento dopo l'impatto, ma fortunatamente i due conducenti non sono in condizioni gravi, solo qualche escoriazione.
I PRECEDENTI
Non il primo incidente che vede protagonista via Mazzini, una strada che si configura come una lunga lingua d'asfalto che connette via Manzoni
a via per Como. Un rettilineo scandito solo da una rotonda, quella di Sant'Antonio, che incita ad andare veloce. E proprio l'alta velocità fu la causa quest'estate di un incidente mortale. Salvatore Franzé, appena 23 anni di Vertemate con Minoprio, stava andando verso Como a bordo della sua moto, un R1, quando il 31 luglio si scontrò con un furgoncino bianco Mercedes, che usciva dal distributore Esso direzione Cantù. L'impatto costò la vita al giovane ragazzo che, trasportato d'urgenza in ospedale, morì pochi istanti dopo l'incidente.
Via Mazzini costò la vita anche a un giovane ragazzo canturino, nell'estate del 2011. Marco Cappelletti, 27 anni, usciva dal bar-ristorante Unico, dove lavorava per andare con gli amici in un locale di Mariano Comense. Avrebbe lasciato la moto, un Harley Davidson 883, nel parcheggio di casa per poi salire a bordo della macchina degli amici quando si scontrò con un Opel Astra guidata da una neopatentata all'altezza di via Tito Speri. Gli amici dietro di lui in macchina furono spettatori del tragico incidente che nell'agosto 2011 costò la vita al ragazzo canturino.
I residenti della via chiedono un attraversamento pedonale illuminato, magari con un semaforo a chiamata e più controlli. Troppe volte via Mazzini è teatro di tristi eventi.






