CANTÙ – Le strutture ospedaliere dell’Assistenza Lariana, in questi giorni, stanno affrontando un vero e proprio stato di emergenza dovuto ad un flusso apparentemente inarrestabile di pazienti e visitatori. Nel solo ospedale Sant’Anna, da mezzanotte alle 16, sono state accettate ben 165 persone – la media giornaliera è di 180 accessi – mentre nella struttura di Cantù, l’ospedale Sant’Antonio Abate di via Domea, i pazienti accolti sono stati 60.
Le due strutture comasche, in ogni caso, sono già corse ai ripari. Per fronteggiare il ponte dell’Epifania si sono presi con urgenza alcuni provvedimenti, alcune misure d’emergenza che comprenderanno una sistematica ottimizzazione degli spazi e una tempestiva riorganizzazione delle procedure di ricovero.
Nelle strutture di Como e Cantù, infatti, i ricoveri dei pazienti d’area medica si effettueranno anche nelle rispettive degenze chirurgiche, in modo da guadagnare qualche posto letto in più. Nelle ultime ore si sono recuperate alcune lettighe dalle sale operatorie e dai reparti, e nell’ospedale di Cantù sono stati riaperti 4 posti letto nel reparto di riabilitazione respiratoria (oltre ad altri due posti letto nell’area subacuti).
Lo stato d’emergenza ha reso necessarie anche alcune modifiche nel programma dei ricoveri: all’interno del Sant’Anna, ad esempio, si sono effettuati soltanto i ricoveri di pazienti con patologie molto gravi, come quelle oncologiche. Per evitare lunghe attese – si parla di almeno 12 ore per tutti i pazienti accettati con codici verde, azzurro o bianco – le strutture ospedaliere consigliano di rivolgersi innanzitutto al medico di medicina generale, al pediatra di famiglia o al servizio di Guardia Medica.






