CANTÙ – Più finanziamenti da parte dello Stato, ma anche un generale adeguamento delle norme e una maggior valorizzazione del patrimonio culturale legato ai Carnevali italiani. Queste, in estrema sintesi, le richieste avanzate dal gruppo Carnevalia, un’organizzazione viareggina a cui ha recentemente aderito anche l’associazione Carnevale canturino.
L’associazione toscana – che comprende i 18 maggiori carnevali italiani, tra cui Cantù – ha diffuso una nota incentrata sul tema dei finanziamenti statali, sul cruciale impatto delle manifestazioni carnevalesche sul settore del turismo, sull’economia nazionale, sul mondo del lavoro.
“Ci auguriamo – si legge nel comunicato - che il Governo voglia presto riconoscere le specificità delle nostre attività e disciplinare questo settore con misure ed azioni stabili e consolidate che gli permettano di integrarsi a pieno titolo nelle iniziative che fanno grande il settore turistico e culturale del nostro Paese”.
Al centro delle polemiche è finito soprattutto il Mibact, un bando statale che avrebbe dovuto concedere massicci finanziamenti per la promozione e l’organizzazione dei carnevali storici in tutta Italia. A poco più di un anno dal termine per la presentazione delle domande, infatti, l’entità dei contributi destinati a ciascun organizzatore non è stata ancora resa nota. Il dipartimento del Turismo si è limitato a diffondere l’elenco dei Carnevali che avrebbero dovuto ricevere i contributi per l’edizione del 2016, ma non ha specificato in alcun modo la portata dei finanziamenti e il carattere generale dell’iniziativa: i vertici di Carnevalia si chiedono infatti se si sia trattato di un’iniziativa isolata - legata solamente all’edizione del 2016 - o di un progetto di più ampio respiro, un bando statale che coinvolga i maggiori Carnevali d’Italia anche negli anni a venire.
Il presidente di Carnevalia, Maria Lina Marcucci, ha espresso la speranza che “il Carnevale entri a far parte, a pieno titolo, dei settori destinatari di finanziamenti da parte dello Stato”.
“Non abbiamo molte possibilità di accedere a quei finanziamenti – afferma Fabio Frigerio, presidente dell’associazione Carnevale canturino; - abbiamo deciso di unirci a Carnevalia soprattutto per prendere parte in prima persona al confronto tra gli organizzatori dei Carnevali, per promuovere il più possibile una progressiva salvaguardia del patrimonio culturale delle manifestazioni carnevalesche italiane. L’associazione canturina è anche interessata a un sistematico adeguamento delle norme: ad oggi, le associazioni vengono considerate come vere e proprie imprese”.
I carri canturini – “i più grandi della Lombardia” – inizieranno a sfilare dal prossimo 19 febbraio.






