CANTÙ – I ritardi nella consegna della posta, a Cantù, hanno generato malumori, proteste, reazioni aggressive e veementi. Alcuni cittadini non ricevono corrispondenza da un paio di settimane, altri da più di un mese.
La tensione è altissima, ed è chiaramente percepibile. All’interno della sede centrale di via Parini si è sfiorato il punto di rottura, con cittadini urlanti che hanno preso d’assalto gli sportelli e le postazioni dei dipendenti, chiedendo chiarimenti e spiegazioni. La loro aggressività, in certi casi, ha perfino indotto i dipendenti postali a rispondere per le rime, adeguandosi al tono dei loro interlocutori.
Alcuni incolpano i postini, altri se la prendono con la lentezza delle procedure di smistamento. E parlando con alcuni di loro, con i dipendenti del centro di smistamento di Cucciago, si sono scoperti dettagli curiosi, estremamente interessanti: l’attuale supervisore del centro “è in ferie”, e il suo successore inizierà a lavorare la prossima settimana. Da qualche giorno, secondo loro, ci si trova in un delicato “periodo di transizione”, il che potrebbe in parte spiegare i ritardi nelle consegne e la mancata ricezione della posta da parte di numerosi cittadini.
Ma dal prossimo lunedì, con l’arrivo del nuovo supervisore, tutto potrebbe tornare (nuovamente) alla normalità.
R. I.






