CANTÙ – La rabbia dei circensi: “I furti? Noi non c’entriamo”

domenica, 11 dicembre 2016

CANTÙ – Si trovano a Cantù solamente da una decina di giorni, ma la loro presenza – come spesso capita- ha dato origine a commenti sgradevoli, a generalizzazioni equivoche e sprezzanti.

Dopo diversi giorni di spettacoli ed esibizioni gli artisti del circo stanno per abbandonare definitivamente la città di Cantù. Le loro installazioni, che per qualche giorno avevano vivacizzato l’atmosfera abitualmente cupa e grigiastra di corso Europa, saranno smantellate nelle prossime ore, domenica sera o – più probabilmente – lunedì mattina. fullsizerender-35

Ma il passaggio dei circensi - anche a causa dei due graziosi cammelli che si portavano dietro - non è passato certo inosservato: servendosi di uno dei cliché più inveterati, alcuni tra i membri più eminenti della cittadinanza canturina li hanno accusati più di una volta di compiere “ruberie e furtarelli”, ipotizzando improbabili connessioni con i più recenti episodi di cronaca che (anche) in questi giorni hanno colpito diverse aree di Cantù.

Questi commenti – per la maggior parte espressi sui social network e su simili covi d'odio – iniziano quasi invariabilmente con “si dice”, “ho sentito dire” o “dicono”, come se il loro autore, non potendo contare sulle proprie capacità d’analisi, stesse cercando di servirsi delle opinioni altrui, delle storielle di seconda o terza mano udite al bar o al supermercato.

Per confutare queste idiozie da webbari di quart’ordine basterebbe ben poco, ne siamo convinti. Ma la vicenda è indiscutibilmente curiosa, e per saperne di più abbiamo deciso di rivolgerci ai diretti interessati, agli artisti circensi.

“Siamo abituati a questo genere di commenti, ma non ce ne importa nulla – afferma il responsabile del Circo; - In questi dieci giorni abbiamo svolto la nostra attività in maniera del tutto tranquilla, senza alcun danno. Al momento dell’arrivo a Cantù avevamo versato una cauzione di 5.000 euro, e sono certo che ci verrà restituita integralmente. Posso benissimo immaginare quali commenti o dicerie si stiano diffondendo sui social network, ma la nostra posizione rimane la stessa: non abbiamo nulla a che fare con i furti, e di tali commenti ce ne infischiamo”.

R. I.

 

 

 

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