CANTÙ - Un nuovo scenario sulla morte di Francesco Morabito, l'operaio 39enne rimasto schiacciato da un escavatore lo scorso aprile, è stato delineato dal sostituto procuratore di Como, Daniela Moroni, al termine delle indagini. Come riportato da Paola Pioppi per Il Giorno, infatti, a differenza di quanto si ipotizzava precedentemente, cioè che Morabito fosse alla guida del mezzo, ora si ritiene che l'uomo fosse in realtà a terra, accanto alle rampe su cui si trovava l'escavatore, mentre alla guida del mezzo ci sarebbe stato l'autista incaricato di ritirare l'escavatore che era stato riparato.
Due quindi le persone che sono state raggiunte dall'avviso di conclusione delle indagini con l'ipotesi di omicidio colposo: Mario Morabito, 66 anni, padre di Francesco e titolare dell'omonima ditta in cui avvenne l'incidente, dunque responsabile relativamente alla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, e Giuliano Callagher, 54enne di Lentate sul Seveso, arrivato a Cantù quel giorno per caricare l'escavatore sul camion. Callagher è stato iscritto nel registro degli indagati in conseguenza della consulenza disposta dalla Procura, finalizzata a ricostruire la dinamica dell'incidente al quale non ha assistito nessun altro se non Callagher stesso e la vittima. L'uomo però non ha mai dichiarato di essere lui alla guida del mezzo.






