CANTÙ – Prima in via Saffi, poi in vicolo Giorgione e quindi, qualche sera fa, all’altezza di via Giovanni da Cermenate. I tentativi di effrazione, da qualche tempo a questa parte, sembrano essere invariabilmente accompagnati (o preceduti) da un sistematico sfruttamento dei balconi, delle strutture aggettanti, utilizzate soprattutto come temporanee piattaforme d’atterraggio per facilitare la successiva proiezione verso le finestre di case o appartamenti.
Del balcone, con ogni probabilità, avrebbero voluto servirsi anche i “tre ragazzotti dall’accento straniero” che un paio di sere fa, all’altezza di via Jesolo, avevano iniziato ad aggirarsi con fare sospetto all’interno di un cortile, in attesa del momento opportuno per dare inizio all’ascesa che li avrebbe condotti – guarda caso – sul balcone di una delle abitazioni circostanti. Ma il colpo è fallito: una vicina, apparendo improvvisamente sul proprio balcone e rivolgendo un paio di domande agli sconosciuti, ne ha provocato l’immediata fuga.
Della questione dei furti nel canturino ha iniziato a occuparsi anche RaiTre – per i paesi compresi nella provincia di Como si parla di oltre 600 furti ogni 10.000 abitanti – e i cittadini, spaventati e rassegnati, sembrano ormai aver perso la speranza di ripristinare l’ordine e la legalità. Abbiamo chiesto ad alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine canturine di fornire qualche consiglio, di spiegare – in maniera semplice e comprensibile – come difendersi dall’improvviso dilagare dei furti e dei tentativi d’effrazione.
Secondo l’opinione dei tutori dell’ordine non è sufficiente dotarsi di un sistema d’antifurto: bisogna anche tenerlo costantemente in funzione, evitando di spegnerlo troppo spesso. Secondo i dati in possesso delle forze dell’ordine, inoltre, i ladri e i malintenzionati sembrerebbero meno propensi a tentare di introdursi in abitazioni dotate di spesse grate, di inferriate solide e robuste, ed alcuni di loro – nonostante sia un trucco vecchio quanto il mondo – potrebbero esitare anche di fronte ai bagliori e ai suoni prodotti da un televisore lasciato opportunamente acceso, o di fronte a qualche luce.
R. I.
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