BASKET – Contro Torino per rialzare la testa. “Lavoriamo un passo alla volta”

venerdì, 25 novembre 2016

Rimas Kurtinaitis 2016CANTÙ - Che la stagione della Pallacanestro Cantù sia iniziata in ritardo, e quindi con poco tempo per arrivare pronti al campionato, è ormai un dato appurato. E non è stata questione di sfortuna ma di precise scelte della proprietà, che mai in passato (al Volgograd, per intenderci) aveva composto il roster nel mese di giugno/luglio, bensì ad agosto.

Tuttavia non si può certo dire che la sfortuna, quella vera, se ne stia alla larga dalla Red October, perché per l’ennesima settimana di allenamenti, in vista della sfida casalinga domenica contro la Fiat Torino (ore 18:15), coach Kurtinaitis non ha potuto lavorare 5vs5, e ora a fermarsi è stato Biram Baparapè, incappato in uno stiramento all’inguine, che lo terrà fuori gioco per tre settimane. È questa l’ennesima tegola per i biancoblu, che al momento hanno Zabian Dowdell sempre fermo ai box per l’infortunio alla mano, Craig Callahan non al meglio per via dell’inguine, Domic Waters con una caviglia dolorante a causa di una lieve slogatura e Gani Lawal con un dito che potrebbe necessitare di un’operazione, anche se giocherà con un tutore apposito.

“È stata una settimana intensa – ha spiegato Kurtinaitis – e purtroppo persistono i problemi fisici che non ci permettono il 5vs5. Così ho scelto di preparare la sfida con Torino in situazioni di 3vs3, è complicato ma ho visto i ragazzi con il giusto atteggiamento”.
Stando alle parole dell’allenatore lituano, l’energia in palestra non è mai mancata, eppure poi in partita l’attenzione cala notevolmente, e di fronte a ciò Kurtinaitis si dice sorpreso e senza una soluzione pronta da mettere sul piatto: “Giocare a pallacanestro e vincere sono due cose diverse – ha detto il coach – e a Brindisi abbiamo avuto più situazioni in cui poter dare una svolta ma non l’abbiamo fatto. Il mio problema è capire come risolvere il dilemma delle palle perse, o quando cercare un fallo perché siamo in bonus o gestire il ritmo. Dobbiamo essere più furbi – ha continuato – e alcuni giocatori ancora non lo capisco e rimango sorpreso di fronte a questi errori”.

Rimas Kurtinaitis è sensibilmente colpito dalle tante, troppe banali stupidate che commettono i suoi ragazzi, capaci di perdere 20 palloni a match per infrazioni di passi o perché viene calpestata la linea laterale, aggiungendo un aneddoto degno di nota: “Quando giocavo, tiravo sempre da tre punti e se mi dicevano che era da due rispondevo che non era vero, perché sapevo dove si trovava la linea”. Per intenderci, come è possibile che dei professionisti calpestino addirittura la linea laterale?

Il capo allenatore brianzolo ha sottolineato più volte questo aspetto, la sensazione è che una volta risolte queste incertezze, il resto possa migliorare passo dopo passo; la difesa non è il problema principale, sostiene il coach, e il 60% di una partita viene ben giocato dai biancoblu. Purtroppo le rotazioni sono corte, gli infortuni non danno tregua, e contro la Fiat le indicazioni sono di tenere d’occhio i loro leader (come White e Wright) e abbassare le loro medie, perché Torino, al pari di Cantù, non ha punti di riferimento in panchina capaci di portarsi una squadra sulle spalle.

La vittoria è quindi d’obbligo non solo ai fini del morale ma anche per la classifica, che un minimo di paura inizia a metterla (Cantù è 14° con 2 vittorie e 6 sconfitte): “Avendo problemi in trasferta dobbiamo assolutamente vincere in casa – ha concluso Kurtinaitis –, dopo la prossima sfida saremo fuori casa, sarà difficile, e tornando poi a Desio (contro Avellino, ndr) è categorico ottenere la vittoria. Io sono un vincente e la mia sfida è riportare Cantù ai piani alti, per questo sono qui, per costruire qualcosa di importante partendo da zero con questi ragazzi. Chiaro, ora andiamo avanti un passo alla volta, ma la mia mentalità non è cambiata e abbiamo le possibilità per recuperare posizioni”.

Davide Porro

il Canturino NEWS - supplemento quotidiano a Lario News, testata giornalistica registrata (Tribunale LC n. 234/2015)