L’ANALISI – I fischi del PalaDesio e un finale senza senso, Cantù deve reagire

lunedì, 14 novembre 2016

DESIO (MB) - All’alba della partita contro Caserta, l’unico risultato ammissibile era la vittoria. E difatti, sulla sirena finale con il risultato che recitava 82-83 per la Pasta Reggia, il PalaDesio (dopo aver sostenuto la squadra alzando i decibel nei momenti conclusivi) è esploso sfogando tutta la propria rabbia, fischiando la squadra. Anche la curva formata dagli Eagles ha contestato duramente i biancoblu.

Ma oltre la sconfitta, il modo in cui si è concretizzata è da manicomio, perché quanto accaduto non ha alcun senso. A due minuti dalla fine, la Pasta Reggia ha messo il naso avanti con Daniele Cinciarini (15 punti in 24 minuti) e la partita si è giocata punto a punto, con le triple di Bostic e Sosa per gli ospiti, Waters per i padroni di casa (82-83) e 35” da giocare. Ebbene, Caserta ha sbagliato la conclusione e Cantù si è fatta mangiare in testa il rimbalzo offensivo con 8” sul cronometro ma nessuno ha avuto la prontezza di commettere fallo. Risultato, i casertani hanno vinto la partita con la palla in mano, una situazione inverosimile e non accettabile su un campo di Serie A.

Prima degli attimi conclusivi della sfida, Cantù aveva giocato una gara comunque non eccellente, anzi, con sei giocatori utilizzati da coach Kurtinaitis, che in conferenza stampa ha poi dichiarato di non avere abbastanza uomini per giocare 40 minuti; una frase che preoccupa, perché se è vero che Dowdell è infortunato, è anche vero che Travis è stato lasciato andare una settimana fa, Kariniauskas ha giocato 7 minuti, Parrillo ancora meno, e Callahan e Quaglia non sono scesi in campo. È quindi evidente che mancano gli italiani, così come è altrettanto chiaro che qualcosa in campo non funziona, a livello tecnico e mentale.

In 40 minuti nessuna delle due squadre ha preso il sopravvento sull’altra, e proprio per questa ragione ci si domanda perché la Red October abbia staccato il cervello gli ultimi minuti, trovando sempre meno soluzioni di squadra, sprecando i 24” e prendendo tiri solitari, fino alla conclusione che Kurtinaitis così ha descritto: “Non ho mai visto una cosa del genere in 15 anni. Non abbiamo preso il rimbalzo e dovevamo commettere fallo. Non so cosa dire”.

Dal punto di vista delle statistiche, è sempre Fran Pilepic il migliore (23 punti in 34 minuti), seguito da Waters a quota 18 con 12 assist, poi i “soliti” Johnson (15) e Lawal (14, che colleziona anche un pessimo 4/10 ai liberi). Per Caserta è salito in cattedra Sosa (18, la folle tripla finale e la bellezza di 14 assist) e Watt (che ne mette 22 con 10/15 da due), oltre al già citato Cinciarini.

Ora non si può far altro che confidare nella prossima settimana di lavoro, ma qualcosa deve assolutamente cambiare, perché al momento Cantù si trova al 14° posto in classifica, e le dichiarazioni societarie che ambivano alle prime quattro piazze sono, oggettivamente, un traguardo cui è bene non pensare, perché il lavoro da svolgere è davvero parecchio.

Davide Porro

 

 

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