CANTÙ - Bene ma non benissimo, come si direbbe in una chiacchierata tra amici. Che poi significherebbe male, malissimo anzi, perché la prestazione della Red October Cantù contro la Grissin Bon Reggio Emilia è stata pietosa, sotto tanti punti di vista.
Tatticamente e tecnicamente parlando c’è ben poco da dire; Reggio ha dominato (non inganni il 90-77 finale, l’ultimo quarto è finito con un irreale 22-8 per Cantù) trovando anche conclusioni difficili (Polonara 3/5 da tre, un paio messi a segno da 8 metri) ma è giusto che sia così, avendo giocatori del calibro di Aradori e Della Valle, che non scopriamo certo oggi.
Ciò che invece lascia senza parole è il comportamento arrendevole e senza attributi dei biancoblu in campo, soprattutto dopo che in settimana si era lavorato duro e bene, come sottolineato da coach Kurtinaitis sia prima della partita, sia dopo. E il tecnico lituano, che finora aveva difeso i suoi ragazzi, questa volta non ci sta e accusa apertamente la squadra in conferenza stampa nel post gara, visibilmente arrabbiato e, soprattutto, deluso, il che forse è anche peggio.
“Purtroppo alcuni dei miei giocatori non hanno capito cosa devono fare a Cantù o non sono pronti per questo livello – ha detto Kurtinaitis –, ai bambini bisogna spiegare di fare taglia fuori o di passare la palla, non ai professionisti. Eppure alcuni dei miei giocatori non l’hanno fatto e quindi dovremo ripartire dai fondamentali” per poi aggiungere che “probabilmente qualcuno è più preoccupato dalle sue cifre o dai canestri che di difendere”.
Frasi dure, e i messaggi sono stati anche altri, perché l’allenatore lituano ha affermato che evidentemente si dovrà intervenire sul roster, decidere chi lasciare in tribuna, per poi continuare dicendo che manca un leader (“Per le cifre sembrerebbe Pilepic ma non è quel tipo di giocatore, potrebbe esserlo Lawal, ma gioca a pallacanestro solo per giocare e non per vincere”) e concludendo puntando il dito contro i giocatori che conosco il campionato italiano ma finora non hanno dato quello che ci si aspettava (non ha fatto nomi, ma gli indiziati potrebbero essere Johnson e sicuramente Lawal).
Cosa ci attende dunque? L’ennesima settimana di duro lavoro, e gli allenamenti di Kurtinaitis sono molto intensi, per poi rivedere la squadra a Desio contro Caserta, quinta in campionato con 8 punti, e di certo non verrà in Brianza con la volontà di sacrificarsi per la causa biancoblu.
Restano molti dubbi sull’effettiva qualità del roster canturino, da tutti definito di alto livello e da prime cinque posizioni, ma la carta conta ben poco e i fatti dicono invece che la Red October si trova ora dodicesima in classifica, con il mal di trasferta sullo stomaco. Verosimilmente, nonostante le parole di Kurtinaitis, nessun giocatore salterà nell’imminente futuro, nella speranza di rivedere presto in campo Dowdell, anche perché rivoluzionare il roster non sempre porta a risultati certi.
La stagione passata insegna.
Davide Porro







