CANTÙ - Ottanta anni, dal 1936 al 2016, un tempo infinito, come la passione che i canturini avranno sempre verso i colori biancoblu.
Sotto il cielo stellato che ha fatto da cornice naturale alle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della Pallacanestro Cantù, oltre 40 stelle sono salite sul palco annunciate da Massimo Marianella, per ricevere la maglia celebrativa e, in alcuni casi, raccontare cosa rappresenti Cantù in Italia, in Europa, nel mondo.
Sì, nel mondo, perché quando gli americani Roosevelt Bouie, CJ Kupec e Thurl Bailey sono saliti sul palco e hanno parlato in italiano quasi senza difficoltà, hanno ancora una volta dimostrato non solo che l’Italia (e Cantù) è rimasta loro nel cuore, ma anche che il professionismo, purtroppo, è cambiato. E infatti un po' di malinconia veleggiava tra la folla numerosa.

Il giornalista Massimo Marianella con Arnaldo Taurisano. Con lui in panchina, Cantù ha vinto 3 Coppe delle Coppe, 3 Coppe Korac, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Scudetto
Difficile non essere malinconici nel vedere stelle del calibro di Marzorati, Recalcati, Riva, Taurisano, De Simone, Merlati, Corsolini, Bianchini, Della Fiori, Bosa… E difficile non commuoversi ricordando le stelle che non ci sono più, che hanno dato alla città e al movimento cestistico qualcosa di indescrivibile, partendo dal presidente, Sciur Aldo Allievi, passando per Tonino Frigerio, Denis Innocentin, Chicco Ravaglia, Francesco Corrado…
Eppure, altre stelle più vicine al nostro tempo come Arrigoni, Trinchieri, Maarty Leunen e Sacripanti (quest’ultimi due giunti direttamente da Milano dopo la finale di Supercoppa) hanno ricordato che grandi risultati possono ancora essere ottenuti, come accaduto con Anna Cremascoli presidente e proprietaria, ritornando in Eurolega, il posto dove Cantù meriterebbe di stare.
Così, il presente e futuro sono ora dietro l’angolo, con la famiglia Gerasimenko onorata di una stella (porta il nome di Dmitry) e la moglie Irina sul palco a leggere un discorso in italiano, facendosi notevolmente apprezzare.
La serata si è poi conclusa con il film Ottanta anni di canestri, con interviste esclusive (ma, è il caso di dirlo, ben poche immagini delle imprese dei biancoblu, Coppa Campioni a Grenoble e Coppa Korac al Pianella sono due mancanze notevoli) per poi lasciare spazio a foto ricordo ed autografi con i protagonisti di una storica società che inizia quest’anno un nuovo cammino.
L’obiettivo? Vincere lo scudetto, parola di Dmitry Gerasimenko.
Davide Porro






