COMO - La città di Como, si sa, è un luogo bellissimo, e la città murata ospita eventi culturali e mostre che spesso hanno un tocco, o anche più, di internazionalità.
È il caso dell’esposizione [Qui non è adesso] il gesto complementare allo Spazio Natta, dove fino al 2 settembre saranno esposti i lavori di Elisabetta Meneghello, nata a Mantova ma da anni in Brianza, e Peter Seelig, viennese che ha esposto in Austria, Francia e Italia, e nella capitale austriaca gestisce il Cafe Hegelhof, dove ospita lavori di artisti emergenti, in un continuo scambio di mostre di pittura, fotografie e disegni, raccolte sotto il nome Coffee Art and Cigarettes
“Ci siamo conosciuti lo scorso anno a Lugano – spiega Elisabetta Meneghello – e da quel momento abbiamo iniziato a sentirci. Per la precisione tutto è nato mentre stavo lavorando ad una mia opera, lui ha avuto un’idea e ha iniziato a disegnare sul mio quadro”.
Come spesso accade in queste situazioni, è il caso ad unire due amanti dell’arte, anche se in realtà non è così scontato che due artisti lavorino insieme permettendo che uno dei due vada a modificare l’opera dell’altro: “Mi è davvero piaciuta questa nuova esperienza – continua soddisfatta la pittrice –, di solito si è molto gelosi dei propri lavori mentre per me è stato un banco di prova e siamo fieri della nostra collaborazione”.
Elisabetta Meneghello dipinge da tutta la vita, ha iniziato con il disegno decorativo seguito dalla pittura, per poi lavorare in Accademia Galli a Como, affiancata dal maestro Pierantonio Verga. I lavori attuali invece, presenti in via Natta, sono opere astratte sui cui Peter Seelig, artista che vanta una produzione infinita di disegni, interviene sull’opera inserendo elementi viventi.
“Io lavoro per sottrazione – specifica Elisabetta –, creo il fondo del dipinto con colori neri e blu, poi elimino alcune parti e Peter disegna quelle che intravede sulle mie tracce di colore”. Un lavoro concretamente realizzato a quattro mani, e il risultato non è altro che una terza opera, che nulla ha a che vedere con le prime due; per questo, anche nell’interpretazione dell’artista, è difficile dare una spiegazione, perché nel momento in cui si lavora con la tela di fronte, una spiegazione non la cerchi.
“Alcuni critici l’hanno definito nuovo espressionismo astratto – prosegue l’artista nata a Mantova – e devo dire che è una definizione che condivido anche se non ho mai pensato di dargli un nome come fosse una corrente. Le persone sono incuriosite dal lavoro d’insieme, un lavoro in cui sopra il mio astratto Peter va ad inserire riproduzioni reali, come paesaggi o frammenti di città. La figura umana e la vita saltano sempre fuori, anche dove sembrano non esserci”.
La galleria Spazio Natta ospita non solo i lavori “condivisi” ma anche le loro personali opere, il che rende interessante il paragone tra le due modalità di pittura, dove ogni singolo visitatore può sentire diverse sensazioni, forse differenti, forse no, da quelle che si provano nell’osservare i dipinti a quattro mani.
“Ci piacerebbe nei prossimi mesi mettere in piede un’altra particolare esposizione – conclude Meneghello – che consisterebbe nel “live painting”. Una grande tela bianca, nessuna preparazione, io e Peter che dipingiamo, magari con tanta gente che passa e con cui parliamo”.
Per ora è solo un’idea ma sicuramente, dopo quanto realizzato finora, i due artisti sarebbero in grado di metterla in pratica; e fino al 2 settembre, comunque, saranno impegnati con la mostra [Qui non è adesso] il gesto complementare.
Davide Porro






