CANTÙ - Poco prima dell'aggressione Andrea Giacalone aveva chiamato sua sorella. Probabilmente per paura delle minacce ricevute da colui che poi gli ha sparato con il fucile. I carabinieri non lo confermano ma si tratterebbe con ogni probabilità di Antonio Manno, 21enne di Polisena poi giunto a Cantù, ora ricercato in tutta Italia.
Come scrive il quotidiano "Il Giorno" il barista stava ancora lavorando quando aveva avuto la prima discussione. Dopo oltre un’ora, quando verso le 3 del mattino di giovedì, Giacalone ha lasciato il bar Manhattan per avviarsi verso casa, ha chiesto a sua sorella Rosanna di andare a prenderlo. E così l'aggressione è avvenuta davanti a lei, davanti a sua sorella e alla sua ex compagna, la venticinquenne con cui anni fa aveva avuto una bambina.
La lite tra i due è scaturita per quella ragazza con cui Andrea aveva avuto una relazione importante e pare che ultimamente frequentasse Manno, anche se lei nega. Ma non si spiegherebbe questo coinvolgimento. E dopo le parole si è passato ai fatti. È andato a prendere un fucile a canne mozze, è tornato in via Corbetta e ha sparato.
"L'ho visto cadere a terra - racconta Rosanna - Mi sono inginocchiata vicino a lui, ho cercato di soccorrerlo, ma ho visto che gli saltava la faccia".
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