EVENTI – La Giubiana tra miti e leggende nelle frazioni

giovedì, 29 gennaio 2015

CANTÙ - La festa non sarà solo in centro. La Giubiana infatti arriva anche nelle frazioni.

VIGHIZZOLO

Ad essere immolata su un'alta pira di legno posta nel centro dell'oratorio San Giuseppe a Vighizzolo è una giovane castellana, o meglio il suo giubiana nel 2010fantoccio, che tanti anni addietro osò tradire la città durante la guerra tra canturini e comaschi. Cantù alleata con Milano subì una dura sconfitta, per mano proprio della Giubiana che un lontano giovedì di gennaio del 1277 aprì i pesanti battenti delle cinta della città all'esercito comasco. Le truppe comasche vinsero la battaglia, Milano vinse la guerra e il tradimento della Giubiana le costò la condanna al rogo, una tremenda sentenza ricordata ogni anno l'ultimo giovedì di gennaio. Alle 21,30 di questa sera verrà accesso il rogo, non prima della tradizionale sfilata di un corteo in abiti medioevali per le vie del centro della frazione alle 19,30.

La cucina aperta dai volontari della parrocchia permette di cenare in oratorio.

 

MIRABELLO

Le leggende popolari si confondo e la Giubiana non è più la donna del tradimento ma nell'oratorio di Mirabello incarna l'inverno che se ne va.

risotto alla luganegaNessun corteo medioevale ma solo un grande rogo dove insieme al fantoccio vengono bruciate le stoppie di grano turco per esecrare l'inverno e sperare in una buona primavera. Un'usanza antica, che perde le proprie origini nella notte dei tempi, quando Cantù era una città agricola ricca di verdi campi e fattorie. I contadini gli ultimi giorni del mese di gennaio, che non a caso coincidono con i "Giorni della Merla" il periodo più freddo dell'anno, presero a bruciare insieme alle erbacce e alle stoppie un fantoccio tutto colorato dalle sembianze femminili.

Nessun tradimento ma solo leggenda popolare.

Il rogo verrà appiccato alle 21,30 dopo una cena in oratorio, aperta a tutti, a base di risotto giallo con salsiccia e vin Brulé.

 

FECCHIO

Ma la Giubiana è anche una strega cattiva, magra, con le gambe molto lunghe e calze e capelli rossi. Viveva nei boschi, forse quegli stessi boschigiubiana ridotta fecchio che circondano Fecchio, ed era solita mangiare bambini. Una mamma, che molto amava il suo bambino, per proteggerlo dalla cattiva sorte preparò l'ultimo giovedì di un gennaio molto lontano un risotto giallo con la salsiccia e lo mise sul davanzale della propria finestra. La Giubiana richiamata dal buon profumo andò a mangiare il risotto, senza sapere essere una trappola. Mangiava, mangiava la Giubiana rapita dal buon sapere senza accorgersi che da notte era diventato giorno e, si sa, il sole uccide le streghe. Così stasera in piazza Orombelli a Fecchio su un alta pira di legno verrà immolata la bella strega Giubiana, dai capelli rossi e le gambe lunghe.

 

 

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