STALKING – 500 casi nel Comasco: un manuale aiuta le donne

giovedì, 29 gennaio 2015

violenzaCOMO - Un convegno per discutere di violenza sulle donne quello che si è svolto mercoledì pomeriggio in Camera di Commercio a Como. Secondo l'Istat infatti il 50% delle donne che hanno subito violenza fisica è stata oggetto di persecuzioni attraverso telefonate e sms (68,5%), appostamenti fuori casa (57%) e inseguimenti (41%). Il dato è nazionale ma le violenze e i soprusi non mancano neppure sul Lario e nel canturino.

“Dobbiamo essere forti – spiega Daniela Maroni, Consigliere Segretario Regione Lombardia – e denunciare ogni tipo di violenza fisica e psicologica, non dobbiamo avere paura e tanto meno rassegnarci. In provincia di Como e su tutto il territorio lombardo sono attive associazioni e servizi mirati per dare un supporto alle donne vittime di stalking. Quella di oggi è un'altra occasione per conoscere come comportarsi e come riconoscere la persona che non ci permette di vivere e vuole obbligarci ad una libertà relativa”.

Per questo la Maroni si è prestata volentieri alla presentazione del manuale anti stalking realizzato da Telefono Donna Milano. Un documento tradotto in cinque lingue e distribuito negli ospedali, nei centri di ascolto e di aiuto per donne vittime di violenza.

Secondo le statistiche nel 91,1% i reati di stalking sono commessi da maschi, l’età media dell’autore è di 42 anni contro i 38 della vittima e quasi un terzo degli stalker è disoccupato o con lavoro saltuario. Nel 33,2% dei casi, inoltre, vittima e autore hanno figli in comune e il movente più ricorrente che spinge l’imputato alla condotta contestata è quello di “ricomporre il rapporto” (30,4%), seguito dalla “gelosia” (11,1%) e dalla “ossessione sessuale o psicologica” (3,3%).

A Como, a fine 2014, sono stati più di 500 i casi di stalking e, nelle denunce, le parole più ricorrenti sono aggressione fisica, psicologica, sessuale, economica. Il fatto più drammatico è l'esito delle sentenze poiché le condanne (42,5%) e i patteggiamenti (14,9%) sono più frequenti delle assoluzioni (11,5%).

“Penso che oggi non solo il Consiglio regionale lombardo, ma il mondo politico intero stia riscrivendo una pagina della normativa a sostegno delle donne perché la violenza è un fenomeno devastante che assedia la vita quotidiana e che non si risolve solamente applicando il codice penale. – conclude Maroni – Non sottovalutiamo il fatto che solo il 20% degli stalker soffre di patologie psicologiche. L'80% degli altri invece occupa una buona posizione sociale e professionale. Dobbiamo rafforzare i centri anti violenza offrire un servizio completo e capillare, sostenere le donne e far passare un messaggio molto semplice: assicurare la giusta assistenza e garantire protezione. Questo è uno degli impegni principali di Regione Lombardia”.

 

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