CANTÙ - Nella città che da oltre 60 anni ospita il Trofeo Levissima, un altro torneo è giunto quest’anno alla sua quarta edizione, crescendo sempre più e riempiendo gli spalti del campo di via Andina di pubblico e passione: la Copa Libartadores, in programma dall’8 al 21 luglio.
Come suggerisce il nome, la Libartadores è il torneo dei bar di Cantù, nato quattro anni fa grazie a un gruppo di giovani dell'Asd San Michele, che necessitavano di un campo adatto alle loro esigenze, per poter giocare "comodamente" a undici: “L’idea è nata da noi ragazzi – introduce Stefano Rizzi, uno degli organizzatori –, eravamo ad allenarci sul campo in terra rossa di Cucciago e ci siamo resi conto che l’unica soluzione fattibile fosse affittare un campo. Abbiamo pensato a come potessimo permettercelo, le idee sono state parecchie, si è discusso a lungo e poi ci siamo decisi ad organizzare un torneo tra i pubblici esercizi di Cantù e dintorni”.
Come si direbbe in questi casi, più facile a dirsi che a farsi. I ragazzi del San Michele Open B, tra 19 e 21 anni, si sono invece messi di buona volontà, ragionando attentamente su come pianificare la competizione e, in meno di due mesi, sono riusciti a mettere in piedi la 1° Copa Libartadores, con 12 squadre sin da subito e piena fiducia (cosa non così scontata) da parte della società San Michele, che ha concesso il campo di via Andina ai ragazzi. Un’idea poi resa concreta dai giovani con i consigli dei più “grandi”.
“Abbiamo coinvolto la squadra San Michele Open A – spiega Andrea Moscatelli, un altro ragazzo dell’organizzazione – e la collaborazione tra giovani e “anziani”, passatemi questo termine, è stata ottima. Non c’è stato scontro generazionale, cosa che poteva capitare, e miglioriamo ogni anno”.
In quattro edizioni sono cambiate tante cose, dall’aggiunta del tendone coperto per cenare, alla serata speciale con pizzoccheri dalla Valtellina, agli arbitri che da questo 2016 saranno del CSI e non più volontari, al livello del gioco, segno che i bar partecipano con grande orgoglio alla Libartadores, vogliono vincere non solo la coppa ma anche il Trofeo; già, perché chi vince può esporre il Trofeo nel proprio locale per un anno, per poi restituirlo e avere la coppa, ma l’obiettivo è quello di conquistare il Trofeo per sempre, cosa che accadrebbe vincendo per tre volte la Libartadores.
Le prime tre edizioni sono state vinte dal Commercio, Senso Unico e Caffè del Jazz, quindi l’impresa non potrà riuscire quest’anno, motivo in più per prepararsi alle prossime edizioni.
“Siamo davvero soddisfatti perché abbiamo raggiunto i nostri obiettivi e continuiamo a crescere – conclude Rizzi –, con il ricavato della Copa possiamo giocare al Toto Caimi con due squadre e dare una mano ai più piccoli del San Michele. Dallo scorso anno collabora con noi la Cooperativa Sociale In Cammino, che ha fatto e continua a fare parecchio nel nostro territorio”.
Al via quindi domani sera alle 20 la 4° Copa Libartadores, con una quarantina di volontari e dodici squadre in quattro gironi che si sfideranno per la vittoria finale, cercando così di portare a casa anche i 100 Campari in palio perché, si sa, il Campari è il simbolo del bar. E non è finita, perché gli organizzatori promettono, il prossimo anno sono in arrivo grandi novità. Non ci resta che aspettare.
Davide Porro







