L’INTERVENTO – La storia a fumetti e il Giorno della memoria

sabato, 18 giugno 2016

Era inevitabile che l’invasione di campo compiuta dal farmaco-elvetico sindaco di Cantù sui temi più cari ai fascio-leghisti suoi concittadini scatenasse la stizzita ma scomposta reazione di questi ultimi.

Così, per nulla soddisfatti delle magre figure rimediate negli ultimi tempi, nel giro di qualche giorno si sono esibiti in raccolte di firme anti-islam ed hanno promosso improbabili presidi anti-moschea.

Ma per non farci mancare proprio nulla, il consigliere-boxeur Alessandro Brianza e l’ormai famoso trombato di Pigra, Franco Liva, hanno lanciato l’originalissima proposta di dedicare i giardini pubblici di Villa Calvi ai “martiri delle foibe”.

Certo che una proposta di questo tipo promossa dagli eredi politici di coloro che hanno realizzato e gestito l’unico campo di concentramento italiano, quello della Risiera di San Sabba, destinato alla eliminazione fisica (furono circa cinquemila le vittime) di ostaggi, partigiani, detenuti politici, ebrei e di moltissimi “fratelli giuliani”, fa una certa impressione.

Quella delle foibe è una storia tragica e complessa dove l’intreccio di vicende belliche, etniche e politiche hanno creato una miscela ad alto potenziale e che proprio per questo merita ben altro approfondimento che la strumentale iniziativa del consigliere-boxeur e del trombato di Pigra.

Perché l’amministrazione comunale non promuove per il Giorno della memoria del prossimo anno una iniziativa che permetta di approfondire questo tema? Si otterrebbero contemporaneamente due risultati: si eviterebbe di ascoltare il solito noioso "pistolotto" che il sindaco pro-tempore sfodera abitualmente in queste circostanze ed allo stesso tempo si darebbe modo agli orecchianti della storia di apprendere qualcosa in più su di un periodo storico tanto complicato.

Peraltro è necessario sottolineare come il duo delle meraviglie verrebbe sonoramente bocciato anche all’esame di quinta elementare. Infatti, i due squinternati e lunari promotori della sottoscrizione dimostrano di conoscere in maniera insufficiente persino la storia della città in cui abitano.

Infatti se proprio a qualcuno si devono dedicare, i Giardini di Villa Calvi andrebbero intestati al Circolo Operaio Canturino che fu il promotore delle iniziative con le quali si raccolsero i fondi necessari al suo acquisto, come viene ricordato da una lastra in marmo abbandonata, sola e negletta, che si trova all’interno dei giardini stessi.

Sarebbe dunque consigliabile vietare per legge che si occupino di questi argomenti coloro che ne parlano solo per sentito dire o che conoscono la storia solo per averla imparata sfogliando i fumetti.

Enzo Marelli

 

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