MUSCATELLO – Le motivazioni del ferimento: “Non fu litigio tra ragazzi”

venerdì, 13 maggio 2016

CANTÙ - "Non è stato un semplice litigio tra ragazzi, ma uno scontro tra esponenti di famiglie con una lunga tradizione 'ndranghetista operanti nel Nord Italia, che agiscono secondo metodiche di stampo mafioso". Questa la motivazione del gip di Milano Teresa De Pascale sul ferimento di Ludovico Muscatello, per l’aggravante dell’articolo 7, vale a dire l’utilizzo di un metodo mafioso nelle condotte dei due arrestati.

Lo scrive il quotidiano Il Giorno sull'edizione odierna. Gli inquirenti del Ros di Milano, ritengono che i due abbiano organizzato un vero e proprio agguato nei confronti del nipote del boss Salvatore, considerato dalla Dda di Milano al vertice della locale di Mariano Comense.

Nonostante i due aggressori avessero mirato verso terra, tra l’altro colpendo anche un’altra persona presente, per le ferite a Muscatello l’accusa per loro è di tentato omicidio, perché "idonea a creare il concetto di pericolo di annientare la vittima in modo definitivo".

Tuttavia l’indagine si è addentrata nella gestione dei rapporti non solo dei due arrestati e del destinatario dell’agguato, ma degli equilibri che si stanno creando nella gestione dei locali pubblici del Canturino, e in particolare della sicurezza, garantita dai "buttafuori". Lo stesso Muscatello era impiegato allo Spazio Renoir di Cantù, dove una settimana prima del ferimento, era scoppiata una rissa che aveva coinvolto uno dei due arrestati, finito al pronto soccorso dopo essere stato preso a pugni dal giovane ferito.

 

 

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