CANTÙ - Una giornata soleggiata e ventosa ha accompagnato le celebrazioni del 25 aprile, con il corteo che è partito in mattinata dal cimitero di Cantù, proseguendo per viale Madonna e facendo tappa in piazza Alpini, dove una corona è stata posta accanto al monumento “Gruppo Alpini Cantù”.
La banda Giuseppe Verdi di Vighizzolo, ha poi guidato le autorità e i cittadini al seguito verso via Matteotti, e la seconda sosta è stata al Milite Ignoto, arrivando così in piazza Garibaldi, dove il sindaco Claudio Bizzozero, presente con Serafino Grassi (vice-sindaco di Novedrate), Roberto Allevi (sindaco di Carimate) e Andrea Degano (vice sindaco di Figino), ha tenuto un breve discorso.
“Vorrei ricordare il 25 aprile staccandomi dall’epoca per cui è ricordato – ha detto Bizzozero – perché la scelta di resistere all’oppressione, supera i confini di spazio e di tempo. Se penso all’Italia, penso a due torinesi, Piero Gobetti, un liberale, che pagò la sua opposizione al fascismo con la morte nel 1926 a 24 anni, ed Emilio Guarnaschelli, un comunista che lottò contro il fascismo ma si ritrovò in Russia a combattere “l’altro” fascismo, quello di Stalin, morendo nei gulag nel 1938”.
Una breve parentesi storica, quindi, che Claudio Bizzozero ha subito contestualizzato riferendosi ai giorni nostri, e rivolgendosi senza mezzi termini alla politica attuale: “Dobbiamo valutare il presente e come viviamo rispetto ad allora – ha concluso il sindaco – perché oggi lo stato padrone ha creato una nuova schiavitù, quella fiscale e, la nuova resistenza, si chiama resistenza fiscale”.
Dopo il discorso, c’è stata una breve rappresentazione messa in scena da ragazze e ragazzi della scuola media Tibaldi, per ricordare il concetto e l’importanza della libertà.
D.P.






