COMO - Ha preso il via al tribunale di Como (proseguirà poi nel mese di luglio) il processo a carico degli unici due imputati a non avere scelto riti alternativi tra quelli accusati del fallimento della canturina Sidertel. Nell'operazione della Guardia di Finanza, erano state eseguite l'anno scorso due ordinanze di custodia cautelare in carcere, ma aveva fatto scalpore il clamoroso sequestro di ben 14 immobili, di auto e depositi bancari per un controvalore corrispondente a 10 milioni e mezzo di euro.
Reato contestato, l’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e all’evasione fiscale. Gli indagati avrebbero "svuotato" sistematicamente del patrimonio e dei beni la Sidertel (al tempo attiva nel settore del commercio di articoli elettronici e nella vendita di materie prime), mediante bonifici per circa 4 milioni di euro a favore di società con sede in Svizzera, da loro stessi controllate.






