I votanti nel referendum a Cantù sono stati inferiori alla media nazionale, ovvero il 27 per cento. Il referendum è fallito.
Quanti hanno cercato coerentemente di far vincere il Sì si sono impegnati, e a loro va tutto il nostro rispetto. Chi ha votato No ha deciso di onorare il tema della partecipazione, pur consapevole della natura evanescente di tale quesito.
Le astensioni hanno vinto, e il risultato è talmente vasto (più del 70%) che non si può di certo immaginare che esso sia il prodotto del disimpegno o dello scoramento sociale.
Ma un vero sconfitto c'è in questo referendum: è una destra priva di orientamento e di intelligenza del Paese reale, che ha sperato di aggiungere i propri voti a quelli di una sinistra massimalista e movimentista, e si è trovata a inseguire i temi di Ferrero (Rifondazione) di Legambiente o di altri, pur di mettere in difficoltà il Governo repubblicano.
Una destra e una Lega smarriti e sconfitti, che vorrebbero essere presidio dell'economia, hanno pensato di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro pur di tentare la famosa spallata. Pagheranno questa errata interpretazione delle istanze del Paese.
Circolo Pd di Cantù






