COMO - Ancora proteste verso il centro culturale di via Domenico Pino a Como, da parte della Lega Nord. Sabato, infatti, si è svolto un presidio di protesta, contro quello che, ormai molti, considerano una vera e propria moschea.
“Non si può parlare di centro culturale, se poi al suo interno si prega e si svolgono attività religiose – afferma il segretario cittadino Alessandra Locatelli – e sappiamo bene che il Comune dovrebbe intervenire. Noi, infatti, abbiamo da seguire delle regole e veniamo sottoposti a verifiche per risultare in regola. Qua, invece, si può parlare solo di abusivismo, visto che non viene rispettata alcuna norma, né l’amministrazione comunale si preoccupa di effettuare dei controlli”.
Ad intervenire c’è anche stato il parlamentare leghista Nicola Molteni: “La Lega non molla la presa – afferma – è da oltre 10 anni che ci troviamo in questo posto, in questa via, in questo quartiere a difendere i cittadini di Camerlata e a chiedere la chiusura di questa moschea. Già una volta in passato, grazie alla Lega, l’avevamo fatta chiudere, ma ora l’hanno riaperta con il nome di centro culturale islamico. Ma se in un centro culturale non si fa cultura, ma si prega, un sindaco lo deve chiudere”.
Infine ha parlato anche l’ospite Mario Borghezio, europarlamentare. “Nessuno potrà mai dire che non abbiamo fatto il nostro dovere, difendendo i nostri quartieri, o che non abbiamo avuto il coraggio di mettere la faccia in piazza per questo – spiega –. Dai militanti di Venezia, a cui ho parlato di questo presidio, porto un messaggio. Noi siamo pronti a fare un pullman e a venire a dare una mano per far chiudere quella moschea. Ricordiamo che il primo dei nostri diritti e doveri è essere padroni a casa nostra e non è uno slogan, ma un obiettivo. Oggi non lo siamo ed è dimostrato anche dall’atteggiamento da irresponsabile del sindaco di Como”.









