CANTÙ - A Cantù, durante la serata organizzata dalla Lega Nord, si parla di Flat Tax 15% e di spesa pubblica. E lo si fa proponendo di diminuire le tasse, proprio nella patria del Drappo bianco e, ora, del Fronte di liberazione fiscale.
“Lo Stato continua a dare bastonate alle imprese canturine, con migliaia di euro di tasse, solo per questioni burocratiche, come una “x” nel posto sbagliato. Non se ne può più, è ora che le cose cambino”. Queste le parole di apertura del parlamentare del Carroccio, Nicola Molteni.
A prendere parte al dibattito anche l’ideologo di questo sistema fiscale, Armando Siri, che ha illustrato di come il nostro Paese potrebbe affrontare questo cambiamento. “Se si eliminassero – spiega – certi vincoli che l’Europa impone alle nostre imprese, danneggiandole ed unendo ciò alla Flat Tax, da Nord a Sud ci sarebbe una rinascita. Portare l’aliquota fiscale unica al 15% è possibile, bastano solo alcuni accorgimenti, ma certamente tutti ne trarrebbero un beneficio”.
Durante la serata sono anche intervenuti Claudio Casartelli, presidente di Confesercenti di Como, Marco Galimberti, presidente di Confartigianato di Como, Ornella Gambarotto, imprenditrice locale e Giovanni Pontiggia, presidente della Bcc Alta Brianza.
Il pensiero che più è emerso durante il dibattito, è quello di come le imprese italiane si sentano, sempre più spesso, schiacciate da tasse e burocrazia, arrivando a chiudere le attività a causa della mancanza di soldi, data dalla troppa pressione che lo Stato esercita.
“Il primo socio di ogni azienda è lo Stato – spiega Claudio Casartelli –. Questo dovrebbe, quindi, agevolare un’impresa, grande o piccola che sia, ma non sembra essere così, anzi, pare quasi che vada ad ostacolare, più che aiutare. Si potrebbe paragonare la situazione ad un’azienda composta di tre soci, uno dei quali la sera, invece che andare a casa, vada in magazzino e distrugga tutta la produzione. Assurdo”.
B.M.








