CUCCIAGO - E' sereno, in buon vena e cita proverbi russi. Ma coach Sergey Bazarevich alla conferenza stampa di presentazione della gara di domenica fra la sua Cantù e Trento non si nasconde: "Ho parlato chiaro alla squadra. Abbiamo la necessità fondamentale di conquistare la salvezza: ho fatto trasparire il senso di emergenza di questa situazione".
Settimana di allenamenti a porte chiuse per la Vitasnella che, dopo la sconfitta di Cremona ora è a soli due punti dalla retrocessione. "Abbiamo lavorato bene - spiega ancora il tecnico russo - Le porte chiuse? Per me è sempre normale lavorare senza pubblico. E lo dico, sia chiaro, nel rispetto dei nostri tifosi. Ma penso che gli allenamenti dovrebbero essere riservati: ho considerato strano il fatto che qui in Italia fossero invece aperti a tutti".
Parte invece uno sbuffo alla domanda su quale sia lo spirito della sua squadra che, da candidata ai playoff, si ritrova impelagata nella lotta per non retrocedere. "Playoff o salvezza? Io ripeto quello che sto dicendo da quando sono arrivato. Bisogna pensare a far bene una partita alla volta. E' inutile sovraccaricarsi di pressioni: ne abbiamo già tante e se ne aggiungiamo queste non possono che essere negative. La prossima gara deve essere una priorità, non i calcoli sulla classifica o sugli obiettivi, che portano solo deconcentrazione".
Poi una annotazione su Trento: "E' una squadra forte, che ha trovato una giusta chimica, che ha fatto un bel cammino in Eurocup, anche se è uscita in semifinale. E poi ha un giocatore come Davide Pascolo, che in questo momento, a mio parere, è il migliore cestista italiano in circolazione: sta giocando benissimo. Noi proveremo a vincere. Con che strategia? Preferisco tenerlo per me".
Non è mancata la citazione di un proverbio russo a una domanda sulla convivenza tra i play Hodge e Ukic. Proverbio che ha ben chiarito la situazione di Bazarevich rispetto ai due giocatori: "In Russia si dice che se un marito ha una brava moglie è felice: ma se la moglie non è brava... diventa un filosofo. Ecco, diciamo che io in questo momento mi sento un filosofo".







