MILANO - “Non è in discussione la libertà di professare la propria fede, valore per noi intoccabile, ma servono regole chiare a tutela delle nostre comunità e dei valori che reggono la convivenza civile nel nostro Paese, garantendo da 70 anni le libertà personali e civili che non possono essere messe in discussione da una fallimentare idea di integrazione”. Questo il commento di Mauro Piazza, componente della Commissione V per il Nuovo Centrodestra, ieri dopo l’approvazione del Progetto di Legge “Principi per la pianificazione delle attrezzature per i servizi religiosi" che il 27 gennaio approderà in Consiglio regionale. Una legge che interesserà molto i canturini, impegnati con il tema moschea.
“Due sono gli elementi per noi imprescindibili su questo tema, aspetti ben presenti nella nostra proposta di legge: la centralità dello strumento dell’Intesa e la verifica che i luoghi di culto siano destinati esclusivamente alla pratica religiosa – spiega Piazza –. Per noi l’Intesa non può, e non deve, essere limitata alla regolamentazione dei rapporti ma deve diventare lo strumento per ribadire la necessità che ogni religione accetti e rispetti i valori fondanti della nostra società e di tutta la cultura occidentale. La diffusione di un pensiero debole è la premessa per la sottomissione a una cultura aggressiva”.
Oggi in Italia e in Lombardia la libertà di culto è un diritto intoccabile, pienamente tutelato e garantito. “Ma i luoghi di culto non devono diventare contesti dove proporre attività politiche o, ancor peggio, essere fucine per diffondere integralismi e fondamentalismi – chiarisce Piazza -. Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che alcuni culti presentano un confine molto labile e indefinito tra il loro essere religioni e ideologie. Con questa legge vogliamo spazzare via ogni tipo di zona d’ombra così da tutelare pienamente tutti i cittadini, a partire proprio dai fedeli”.
“Il Nuovo Centrodestra è orgoglioso di rappresentare in Regione Lombardia le istanze della maggioranza dei cittadini lombardi e lasciamo volentieri alla sinistra nostrana la responsabilità e la titolarità di difendere un modello ingannevole di integrazione che è ampiamente fallita in Europa negli ultimi vent'anni ”, conclude Piazza.






